Il Ponte

Eolico, il territorio boccia le modifiche

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Rimini non si è dimenticata del Parco Eolico. Quello sul progetto di maxi-impianto pensato al largo della costa riminese, infatti, è un dibattito che non si spegne mai: al massimo tende a sgonfiarsi un po’, ad affievolirsi nascondendosi sullo sfondo dell’attualità (soprattutto nelle ultime settimane, in cui l’impennata dei contagi ha riportato il Covid-19 al centro dell’attenzione). Ma è sufficiente qualsiasi novità per farlo riaccendere: e così è stato, proprio negli ultimi giorni.

Alla luce dell’acceso dibattito che si è creato negli scorsi mesi attorno all’idea di impianto eolico a Rimini, Energia Wind 2020, l’azienda che ha realizzato e presentato il prospetto, ha raccolto diverse impressioni e osservazioni ed è giunta alla decisione di procedere con un’integrazione volontaria al progetto.

Integrazione che, contestualmente, è stata accompagnata da uno “Studio Preliminare di Visibilità”, ossia una simulazione di quale potrebbe essere l’impatto visivo dell’impianto sull’orizzonte del mare riminese. Apriti cielo. Come prevedibile, in seguito a queste modifiche il dibattito è esploso nuovamente, non disdegnando l’utilizzo di toni coloriti.

Le modifiche al progetto

Partiamo dal nocciolo della questione.

Le integrazioni al progetto presentate da Energia Wind 2020 si sostanziano in tre novità principali. Innanzitutto diminuisce il numero delle pale eoliche, che dalle 59 del progetto originario passano a 51 (mantenendo inalterata l’energia prodotta, 330 megawatt, grazie a una maggiore potenza delle pale utilizzate); aumenta la distanza minima delle pale più vicine alla costa, che da 11,2 km passa a 14 km e, infine, cambia la disposizione dell’impianto stesso, per ridurre il più possibile l’impatto visivo. La modifica proposta – illustra Energia Wind 2020 nel documento del progetto – produce un significativo allontanamento dell’impianto dalla linea di costa, e il layout che ne deriva meglio si adatta alle esigenze emerse durante gli incontri con le associazioni di categoria e le cooperative del settore pesca; tale impostazione potrà essere ulteriormente migliorata nel corso del progetto definitivo. La modifica di disposizione presentata rientra nel perimetro dell’area marina in cui ricade lo specchio d’acqua richiesto preliminarmente in concessione, e la riduce sensibilmente dal momento che gli aerogeneratori si distanziano maggiormente dalla costa. Tale disposizione consente di liberare più spazio per altri usi del mare – conclude l’azienda – in modo da consentire il transito, la navigazione e la pesca senza particolari limitazioni, al netto delle disposizioni che verranno impartite dalle autorità marittime competenti”.

La reazione del territorio

Ma il nodo centrale rimane il cosiddetto “Studio Preliminare di Visibilità”, una serie di immagini che simulano il potenziale impatto visivo dell’impianto, compreso delle integrazioni in esame, sul mare di Rimini (nelle immagini in basso). Ed è su questo che le critiche (anche accese) non si sono fatte attendere.

Tra i più duri a scagliarsi contro il “nuovo” Parco Eolico è il sindaco di Rimini Andrea Gnassi.  Ma di cosa stiamo parlando? – le sue parole – Ringrazio la società per la documentazione ma è palese come le pale eoliche abbiano un impatto abnorme sulle spiagge della Dolce Vita, da Rimini a Riccione, a Misano, a Cattolica, a Gabicce. Non ci siamo proprio. Capisco chi dice che il guadagno in termini di energia pulita sia cospicuo ma chiedo: perché non si dà corpo e concretezza a un piano energetico nazionale e regionale in cui i 300 megawatt vengono raggiunti con altre soluzioni che non sia quella di occupare il paesaggio delle spiagge più conosciute in Italia e in Europa?”.

Gnassi non è il solo a bocciare il nuovo progetto. Allineato, seppur con toni differenti, il Comune di Bellaria Igea Marina. “ Seguiamo con attenzione l’evolversi del dibattito attorno al Parco Eolico. – sono le parole di Filippo Giorgetti, primo cittadino bellariese – Abbiamo sempre mantenuto una posizione rispettosa. Ciò premesso, esprimiamo parere non favorevole nei confronti di un’opera in cui riteniamo le incognite e i possibili svantaggi maggiori dei benefici. Riteniamo che l’impatto del Parco Eolico sul fronte ambientale, paesaggistico e nei confronti del comparto economico, pensiamo alla pesca e a tutta la marineria, possa essere troppo pesante. Anche la vicinanza a una costa già così antropizzata e dalla così forte vocazione turistica, non depone a favore del progetto”.

Ma le novità non hanno prodotto reazioni solo nel mondo della politica. Immediata, infatti, la risposta anche da parte delle associazioni di categoria.  Sin dall’inizio – dichiara Mirco Pari, direttore Confesercenti provinciale Rimini – ci siamo detti contrari al progetto dell’impianto eolico offshore al largo della costa riminese. Si tratta di un progetto che non ha alcun aspetto positivo, figlio di un approccio ambientalista ormai datato che valuta solo il rapporto costi/benefici economici e non tiene in considerazione la tutela del paesaggio. Progetti come gli impianti eolici offshore dovrebbero essere oggetto di un piano di coordinamento a livello regionale e nazionale”.

L’azienda non ci sta

Le reazioni del territorio non sono passate inosservate da parte di Energia Wind 2020 che non esita, su alcuni elementi e sui toni utilizzati, a rispedirle al mittente.  Rispettiamo il giudizio di tutti, dispiace però sentire affermazioni che travalicano i limiti e l’educazione. – è la replica della Direzione Generale di Energia Wind 2020 – Progetti ‘calati dall’alto’ non ce ne sono: il nostro progetto si basa su vari studi pubblici fatti da diversi Enti Pubblici, di cui il più eclatante è quello della Regione Emilia Romagna dal nome ‘Tra la terra e il Mare: Analisi e proposte per la pianificazione dello spazio marittimo in Emilia-Romagna’. ‘Furbetti dell’energia’ non ce ne sono: ci sono le leggi che devono essere rispettate, da tutti. Negli anni sono stati organizzati numerosi incontri pubblici e convegni a riguardo (basta andare su Google a verificare, a partire dalla stipula della convenzione con la Provincia di Rimini fatta nel 2011 di fronte a giornalisti e televisioni) purtroppo nell’indifferenza generale, almeno fino a oggi. Premesso questo, riscontriamo anche numerose prese di posizione positive. Rimaniamo disponibili, – conclude l’azienda – se ci saranno le condizioni per eseguire la Valutazione di Impatto Ambientale e il progetto definitivo, a un confronto costruttivo e senza preconcetti”.

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