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Donne: non solo complimenti

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Una mia amica mi confidava qualche tempo fa che il suo datore di lavoro l’aveva importunata pesantemente. Niente di fisico, solo verbale. Lei si era ribellata e lui aveva risposto di non esagerare. In fondo erano “solo complimenti”.

Aveva chiesto aiuto ad una collega, che alla proposta di far da testimone, aveva nicchiato. Al sindacato le hanno detto che ci volevano le prove, se no difficilmente l’avrebbe avuta vinta. Alla fine l’ha chiusa con la minaccia di far intervenire il fidanzato se la cosa fosse continuata. Il datore di lavoro ha capito.

Ma la ragazza mi raccontava queste cose piangendo. La violenza ferisce non solo il fisico, ma soprattutto il cuore. E la psicologia ci dice che non è assolutamente da sottovalutare la forza devastante dell’abuso verbale, le cui cicatrici, proprio per la loro mancanza di visibilità, sono spesso trascurate e i cui effetti negativi sulla vittima vengono sovente minimizzati e a volte addirittura non considerati.

I segni lasciati dalla violenza verbale possono essere, infatti, profondi e duraturi come lo sono quelli delle ferite per i pugni o per gli schiaffi, ma spesso non così riconosciuti…

Per questo rimane nascosta e quasi mai denunciata. Eppure spesso la ritroviamo in diversi ambiti, sui social network, nei luoghi di lavoro, tra compagni e amici e nella stessa vita di coppia.

Ha modalità più o meno esplicite, a volte direttamente violente, a volte meno, e ha sempre lo scopo, da parte di chi la fa, di acquisire e mantenere il totale controllo della vittima, mostrarsi superiore, dominante.

La violenza verbale, soprattutto in un rapporto di coppia, a volte è l’anticamera della violenza fisica, dato che spesso, anche se non sempre, la precede. In ogni caso, anche qualora il maltrattamento fisico non accadesse, la violenza verbale è a tutti gli effetti una forma di abuso, la cui azione è subdola e lavora a livello emotivo e psicologico in maniera sottile. Questo, potrebbe spiegare perché molte vittime di violenza verbale non sono consapevoli di vivere una relazione abusante, avendo perso la capacità di distinguere il confine fra ciò che è normale e sano e ciò che non lo è più.

La violenza verbale, nel tempo, distrugge il valore che la persona ha di sé, la sua sicurezza e, dunque la capacità di proteggersi. Esempi anche nascosti di abuso verbale sono: offendere direttamente la persona o le persone amiche, vicine; minacciare o ricattare la vittima quando si mostra in disaccordo; etichettare il partner come immaturo, inaffidabile o non meritevole di fiducia… Segnali che consigliano la chiusura del rapporto prima che le cose peggiorino. Che poi è quello che la mia giovane amica, alla fine, ha fatto.

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