RENTAL FAMILY – NELLE VITE DEGLI ALTRI DI HIKARI PER GIOVANI (DAI 16 ANNI) E ADULTI – AL CINEMA
Un attore può in teoria interpretare chiunque, ma Philip (Brendan Fraser, ritornato in gran spolvero dopo un periodo di limbo umano e artistico grazie al film The Whale che gli è valso l’Oscar e qui davvero bravo, affiancato da un valido cast nipponico) attore in crisi di stanza a Tokyo da sette anni, accetta ruoli alquanto bizzarri per sbarcare il lunario, dalla pubblicità del dentifricio all’albero con tanto di uccellini finti sui rami.
Ma l’offerta dell’agenzia Rental Family (servizio che esiste realmente in Giappone dagli anni Novanta) è ancora più curiosa: interpretare ruoli in contesti realistici diventando ora un giornalista dedito ad intervistare un famoso attore in età avanzata, ora il padre della giovane Mia, undici anni ed un bel caratterino, determinato anche dal fatto che il vero papà non lo ha mai incontrato.
Questo garbato e sensibile “gioco delle parti” è condotto con mano abile da una regista alla sua opera seconda (l’esordio era avvenuto con 37 Seconds ma ha anche diretto episodi della serie Tokyo Vice) che mette in mostra un bel catalogo di emozioni, con lacrime e sorrisi che attendono lo spettatore che non potrà restare impassibile di fronte alle peripezie di Philip nel cercare di creare empatia con i suoi ignari partner, nonostante l’inganno di fondo della messa in scena.
Il tutto per proporci una bella riflessione sull’importanza vitale delle relazioni umane, dove alla fine anche la finzione più estrema può essere la porta per entrare nelle vite, e nei cuori, degli altri.

