Il Ponte

Altema: l’alluminio dai mille impieghi

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altemaÈ impensabile immaginare quante diverse applicazioni possa avere un metallo semplice, ma fondamentale, come l’alluminio. Dal telaio per la bici, alle scatolette, dalla borraccia alle macchinette per il caffè. E’ un materiale molto versatile e i suoi impieghi sono infiniti. Lo sa bene Giuliano Vasari (54 anni) che, fin da ragazzo (1984), ha iniziato a lavorare questo materiale e ora è un imprenditore affermato, titolare dell’azienda Altema di Casarola di San Clemente.

In che anno è nata l’azienda?

“Altema è nata nel 1990 assieme ad altre persone che nel corso degli anni sono uscite dalla società e oggi sono il solo titolare assieme a mia moglie”.

Avete una particolare specializzazione?

“Operiamo nel settore della fusione di leghe di alluminio in conchiglia. Disponiamo di una gamma di conchigliatrici che sono una sorta di presse che tengono fermi gli stampi quando vi coliamo dentro l’alluminio. Abbiamo anche un impianto robotizzato di colatura. Per fortuna oggi il nostro lavoro si è automatizzato, le macchine non si aprono o chiudono da sole perché sono gestite dal PLC, c’è un impianto automatico che, con un braccio meccanizzato dotato di colatore, versa l’alluminio al posto di una persona. Iniziammo con una sola lega, oggi ne gestiamo sei diverse e quattro sono in produzione tutti i giorni”.

Occorrono diversi metalli?

“Abbiamo 56 diverse tipologie di leghe di alluminio. Si va dalla lega alimentare (con prodotti per questo settore) a quella per la meccanica (riduttori e altri pezzi particolari) passando per la lega per l’industria dell’automobile (pezzi di ricambio per auto e camion)”.

Come nasce e si porta a termine un progetto?

“I clienti ci prospettano un lavoro e noi cerchiamo di dare risposte su misura alle loro richieste. In tutte le fasi progettuali offriamo la nostra consulenza per la realizzazione e l’industrializzazione del progetto, consigliando il tipo di lega da utilizzare (con particolare attenzione alla qualità). Perciò assistiamo il cliente dal progetto dei componenti, alla realizzazione dei modelli o prototipi, alla realizzazione degli stampi, scelta del materiale, fusione, lavorazioni meccaniche e successive finiture particolari. In pratica seguiamo il cliente dall’idea alla realizzazione completa. Può succedere che un progetto non vada in porto anche se cerchiamo di ottimizzare vari passaggi, ma non sempre tutto è fattibile in fusione”.

A quali settori dedicate la vostra principale attività?

“Nel settore arredo urbano stiamo approntando dei gusci per i pali dell’illuminazione stradale, inoltre arrediamo vialetti e giardini con paletti per l’illuminazione di circa 1 metro e oggetti che andranno su panchine come arredo. La nostra fonderia ci vede impegnati anche nella componentistica per tende da sole (staffe ecc…) oltre che per caldaie da riscaldamento, componenti per valvole oleodinamiche e per macchine per la lavorazione di alluminio e legno, bruciatori a gas”.

C’è una vostra produzione che si rivolge a un pubblico che ama cucinare?

“Sì, dal fornetto per fare la pizza, alla teglia per la piada, la padella antiaderente e la teglia per crepes: questi prodotti li commercializziamo direttamente noi”.

Li vendete nel territorio?

“Sì, nei negozi di ferramenta o casalinghi, ma anche on line in tutt’Italia”.

Quanti dipendenti avete?

“Tredici a tempo indeterminato e due a termine”.

Per questo lavoro occorre personale specializzato: c’è difficoltà a trovare queste figure?

“Non abbiamo bisogno di personale particolarmente qualificato, sicuramente deve avere buona manualità e un minimo di conoscenza della meccanica”.

L’azienda è in espansione o ha subito il ciclone Covid-19?

“L’anno scorso abbiamo fatturato 1.800.000 euro e anche se questo è un anno un po’ particolare, al rientro dalle ferie estive, ho notato un trend in crescita. Direi che l’azienda è attiva e in espansione”.

Avete partecipato al Bando Regionale di Promozione all’Export (di Union-Camere) dedicato alle aziende che non esportano o lo fanno in maniera occasionale?

“Sì, abbiamo partecipato l’anno scorso e abbiamo avuto una persona che è stata formata, poi assunta grazie a questo bando, quest’anno non abbiamo fatto richiesta”.

Ha qualcuno che potrebbe ereditare il suo lavoro?

“Due figli che sono entrati a far parte dell’azienda: Ketty e Matteo che sono già dei validi aiuti”.

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