Home Editoriale LEONE E SCHUMAN Un americano pro Europa

LEONE E SCHUMAN Un americano pro Europa

Papa Leone a Metz

Non tutti gli americani la pensano allo stesso modo. Se nell’agenda del presidente Trump c’è la cancellazione dell’Europa unita (in questo è, se non a parole nei fatti, assecondato dall’atteggiamento dell’intera classe politica delle “dodici stelle”) c’è un altro yankee, amante del baseball, ma anche della giustizia e della pace, di nome Robert Francis Prevost, ora Leone XIV, che all’Europa ci crede e come. Ne ha parlato a Metz, nel suo viaggio nella laicissima (e cattolica, almeno a guardare il successo del viaggio) Francia durante l’incontro “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità”.

“Oggi, le relazioni umane e tra gli Stati si fanno sempre più barbare. Il valore della parola data è disprezzato; ci si vanta piuttosto della menzogna e dell’inganno”. “ L’Europa può porre fine a questa spirale grazie al rispetto per l’altro che ha saputo coltivare e preservare, poiché ha ampiamente dimostrato negli ultimi ottant’anni che è possibile far valere opinioni, rivendicazioni e interessi divergenti, incontrandosi invece di scontrarsi”.

Leone ha poi citato Robert Schuman, politico francese, non a caso uno dei fondatori della costruzione europea, cattolico, per il quale è in corso il processo di beatificazione. “ Schuman ci ricorda che bisogna sempre dimostrare realismo e coraggio: ‘L’Europa – affermava – non si farà in un colpo solo, né in una costruzione complessiva: si farà attraverso realizzazioni concrete che creano prima di tutto una solidarietà di fatto’”.

L’invito del Papa:“ Non bisogna mai perdere fiducia nella nostra capacità di progredire, anche se i passi compiuti sono a volte piccoli e quasi impercettibili. È con piccoli passi che si può dare vita a questa solidarietà concreta, che implica che nessuno si senta abbandonato o dimenticato”.

Il cattolicesimo ha sempre svolto un ruolo centrale e propulsore nella nascita e nello sviluppo del processo di integrazione europea, concepito dai suoi padri fondatori (ispirati dai valori cristiani) come una “casa comune” di pace.

Personalità come Alcide De Gasperi, appunto Robert Schuman e Konrad Adenauer – profondamente cattolici – videro nell’unità europea il modo per superare i nazionalismi e garantire la pace. L’idea originaria poggiava sui valori di solidarietà, sussidiarietà e rispetto della persona, derivati dalla Dottrina Sociale della Chiesa.

Quell’idea si scontra oggi con la crescente laicizzazione della società europea. Il pensiero di papa Leone sembra essere quello di riscoprire e rilanciare il Vangelo sine glossa, per tornare a parlare di radici cristiane del continente non come imposizione identitaria, ma come lievito di speranza e riconciliazione. Dalla nostra politica, almeno da chi si dichiara cattolico, ci attendiamo un bel calcio al sovranismo.