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(Video) Terremoto in Venezuela, il vescovo González: «Cambiati i nostri piani, ora sosteniamo i sacerdoti per non lasciare sola la gente»

Dal Seminario San Pedro, Monsignor Paolo Modesto González lancia un accorato appello: il sisma ha travolto i preparativi per il 50° anniversario della struttura, imponendo una nuova priorità. Proteggere i pastori, colpiti anch’essi dalla catastrofe, per garantire conforto e vicinanza a tutta la popolazione.

Un cambio di prospettiva doloroso, improvviso, che cancella i sogni di un anno intero per rimettersi completamente agli ordini della storia e della sofferenza. Dal Seminario San Pedro, il Vescovo della Diocesi di La Guaira, Monsignor Paolo Modesto González, invia un messaggio fraterno e colmo di apprensione per fare il punto sulla drammatica situazione emergenziale legata al recente terremoto che ha scosso il Venezuela.

Dalla festa all’emergenza: addio ai piani del Giubileo

Proprio in questi mesi, la diocesi locale si stava preparando a un evento storico e di grande gioia per tutta la comunità cattolica. «In ottobre avremmo dovuto iniziare l’anno giubilare del seminario per celebrare i suoi 50 anni di fondazione», racconta con commozione il Vescovo a un’emittente locale. «Ma il Signore ha determinato che cambiassimo i nostri piani e che ci mettessimo al Suo ordine. Ora siamo in una totale situazione d’emergenza, che ha radicalmente stravolto la prospettiva e i sogni che avevamo per questo anno».

La prima preoccupazione: la vulnerabilità dei sacerdoti

In un contesto in cui tutta la popolazione è stremata e i danni materiali sono incalcolabili, lo sguardo del Pastore si posa con particolare ansia su coloro che sono chiamati a guidare, supportare e consolare le comunità: i sacerdoti e i seminaristi. La catastrofe, infatti, non ha risparmiato la Chiesa locale e i suoi ministri.

«Sono preoccupato per tutto, ma in modo speciale per la situazione dei nostri sacerdoti», confessa Monsignor González mentre si prepara a muoversi sul territorio per incontrarli direttamente. «I preti sono coloro che possono moltiplicare il lavoro di accompagnamento e sostegno per la nostra gente, ma non sono stati esclusi da questa tragedia; ne sono stati colpiti come tutti gli altri. Una delle mie più grandi preoccupazioni per il futuro riguarda proprio la loro sostenibilità: come faranno a mantenersi, come faranno ad andare avanti e a garantire la propria presenza nelle parrocchie?»

«Faccio un appello accorato alla motivazione e alla solidarietà: aiutiamo la nostra gente, ma pensiamo anche alla sostenibilità dei sacerdoti e dei seminaristi. Loro sono la chiave per moltiplicare il conforto e stare vicini a chi soffre».

Un appello alla solidarietà e alla “sapienza del cuore”

Da qui nasce l’invito pressante che il Vescovo rivolge a tutta la rete di solidarietà, interna ed esterna: un appello che unisce il sostegno materiale a quello spirituale per far sì che la macchina pastorale e umanitaria non si inceppi proprio nel momento del bisogno. Garantire la sussistenza a chi è rimasto senza nulla ed è chiamato a presidiare territori devastati è la priorità assoluta.

«Chiedo una preghiera speciale per tutta questa situazione, per la nostra popolazione e per tutti noi che ci stiamo facendo forza a vicenda», conclude Monsignor González. «Speriamo che il Signore continui a provvedere a noi e ci doni la sapienza necessaria per poter offrire un accompagnamento vero, che nasca dal cuore, capace di sorreggere il nostro popolo in questa durissima realtà».