Dopo quindici anni, la città di Rimini torna a ottenere la Bandiera Blu, il riconoscimento internazionale assegnato alle località balneari che si distinguono per qualità ambientale, sostenibilità e servizi. Un risultato che arriva al termine di un lungo percorso di investimenti infrastrutturali e rigenerazione urbana legati al Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato.
Dopo quindici anni, torna a sventolare la Bandiera Blu sulle spiagge di Rimini. La notizia è arrivata questa mattina durante la cerimonia ufficiale di consegna delle Bandiere Blu a Roma, dove il presidente della Foundation for Environmental Education (Fee), Claudio Mazza, ha presentato ufficialmente l’elenco 2026 delle località premiate e ha consegnato il vessillo all’assessora alla transizione ecologica e blue economy, Anna Montini, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale.
Per Rimini si tratta di un riconoscimento carico di significato: dopo l’undicesima Bandiera Blu ottenuta nel 2011, la città aveva scelto di intraprendere un percorso ambizioso e impegnativo di rigenerazione ambientale mediante una profonda ristrutturazione e ammodernamento del sistema di raccolta e depurazione delle acque reflue urbane — il Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato — consapevole che il momento di tornare a candidarsi sarebbe arrivato solo al termine di un lavoro strutturale capace di garantire risultati solidi e duraturi. Oggi quel momento è arrivato.
Che cos’è la Bandiera Blu
La Bandiera Blu è un eco-label volontario di rilevanza internazionale, istituito nel 1987 in occasione dell’Anno europeo dell’Ambiente, assegnato ogni anno in 49 Paesi — inizialmente solo europei, poi esteso anche ad altre aree del mondo — dalla Fee, riconosciuta dall’Unesco come leader mondiale nel campo dell’educazione ambientale e dello sviluppo sostenibile. Il riconoscimento viene assegnato alle località turistiche balneari che rispettano criteri rigorosi in materia di qualità delle acque, gestione sostenibile del territorio, servizi, sicurezza e attenzione all’ambiente. Obiettivo primario del programma è orientare le politiche di gestione locale verso un modello di sostenibilità ambientale condiviso e verificabile.
“Bandiera blu frutto di un patto siglato tra amministrazione e cittadini”
«Questo riconoscimento – ha commentato il sindaco Jamil Sadegholvaad – è prima di tutto la conferma che la strada intrapresa era ed è quella giusta. Per anni si è lavorato con investimenti importanti e scelte coraggiose per elevare la qualità ambientale, in stretta relazione con la qualità urbana complessiva in cui convivono residenti e ospiti. La Bandiera Blu 2026 appartiene a questa città, ai suoi cittadini perché è il risultato di un patto comune, sottoscritto anni fa».
Il sindaco ha poi ricordato la decisione assunta quindici anni fa di rinunciare volontariamente alla candidatura, privilegiando «la sostanza di una traiettoria di comunità» rispetto alla ricerca immediata del riconoscimento, sottolineando come gli investimenti e i sacrifici affrontati per la realizzazione del Psbo abbiano reso oggi «particolare e diverso il sapore del ritorno della Bandiera Blu a Rimini».
«Si tratta di un riconoscimento che premia il grande lavoro sulla qualità delle nostre acque marine, che si conferma di eccellente livello», ha dichiarato l’assessora Anna Montini. «Un risultato che testimonia l’efficacia degli interventi di tutela ambientale realizzati negli ultimi anni attraverso il Piano di Salvaguardia della Balneazione, e che mette in luce una tendenza progressiva e costante verso la completa riduzione dei divieti».
L’assessora ha inoltre evidenziato il ruolo del monitoraggio costante condotto da Arpae.it e dalle Aziende Usl, insieme agli investimenti infrastrutturali sulla rete di collettamento e depurazione delle acque reflue urbane e sugli sfioratori a mare, che garantiscono «ai cittadini e ai turisti un mare sicuro e di eccellente qualità».
Il PSBO e la trasformazione del litorale
Al centro di questo risultato c’è il Piano di salvaguardia della balneazione ottimizzato (Psbo), un intervento di risanamento idraulico di portata nazionale che agisce in profondità sul sistema fognario-depurativo e sulle criticità legate alla balneabilità della costa, oltre che sulla sicurezza idraulica.
Frutto della sinergia tra Comune di Rimini, Hera, Romagna Acque, Amir, il Psbo rappresenta un investimento complessivo di circa 300 milioni di euro ed è stato segnalato dall’Onu come una delle opere più rilevanti a livello internazionale per la salvaguardia degli ambienti marini, nell’ambito dell’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030.
L’ampio progetto di riqualificazione sta portando avanti una trasformazione che unisce ingegneria ambientale ed eccellenza architettonica. Al cuore del piano vi sono le vasche sotterranee di accumulo di piazzale Kennedy, entrate in funzione tra il 2019 e il 2020: con una capacità di quasi 40mila metri cubi, svolgono un ruolo cruciale nella gestione delle acque meteoriche, prevenendo scarichi diretti in mare, regolando il flusso del torrente Ausa e garantendo la sicurezza idraulica dell’area. Sopra le vasche è stato realizzato un belvedere che si integra armoniosamente con il Parco del Mare.
Il piano prosegue con la realizzazione dei due nuovi presidi idraulici in fondo a viale Firenze a Bellariva e ai Giardini Artemisia Gentileschi in viale Regina Margherita, a Rivazzurra, al confine con Miramare, destinati a essere inglobati nel tessuto urbano e nel progetto del Parco del Mare. Come già avvenuto per piazzale Kennedy, anche in questi casi l’opera idraulica si trasformerà in occasione di rigenerazione urbana: sopra i nuovi impianti sorgeranno infatti due nuovi belvedere, nuovi affacci sul mare per cittadini e visitatori.

