Home Vita della chiesa SETTIMANA SOCIALE La fede non è una bugia

SETTIMANA SOCIALE La fede non è una bugia

Sala Manzoni

Una fede che non diventa vita è una fede incompiuta, sterile e non pienamente accolta. San Giovanni Paolo II la definì “una fede non interamente pensata e vissuta”.

Se non diventa giudizio su di sé e sulla realtà, partendo da Cristo, la fede resta un’idea astratta.

È allora fondamentale crescere nella conoscenza della Parola di Dio, nel desiderio di farla respiro della nostra vita, ma occorre che poi la Parola diventi proposta di vita, cultura, capace di trasformare il modo di pensare, giudicare e agire, diventando concreta, vissuta nel quotidiano del nostro tempo. Del resto una fede separata dalla vita può portare ad un “ateismo di fatto”, dove ci si affida a sicurezze umane come denaro, potere o piacere, trascurando la parola viva del Vangelo e la sua capacità di “far nuove le cose”.

Proprio per questo il vescovo di Rimini da tempo pensava di affiancare all’ormai tradizionale e prestigiosa “Settimana Biblica” anche una “Settimana Sociale”. E nel cammino che la nostra Diocesi fa insieme a quella di San Marino Montefeltro nasce ora la proposta della prima edizione della “Settimana Sociale Interdiocesana”, in programma dal 18 al 21 maggio, dal titolo “ Gioia e speranza, oggi. Abitare il nostro tempo quando tutto sembra fragile”.

L’iniziativa è organizzata dagli Uffici di Pastorale Sociale e del Lavoro delle due Diocesi, insieme al Servizio diocesano per il Progetto Culturale e all’Istituto Superiore di Scienze Religiose. Nasce come un primo passo di un cammino condiviso che porterà, nel prossimo anno, ad una edizione ancora più strutturata. Un percorso ispirato all’enciclica Gaudium et Spes, che ha appena festeggiato 60 anni di vita, ma dispone ancora di una visione per il futuro, giovane e profetica, capace di tenere insieme uno sguardo ampio sul nostro tempo e l’attenzione concreta alle fragilità, nel desiderio di ricucire la distanza tra il vissuto delle persone e la dimensione della politica. La Gaudium et Spes mantiene infatti intatta tutta la sua freschezza e la capacità di leggere il mondo non come minaccia, ma come spazio concreto in cui Dio parla e l’uomo può ancora rispondere.

Futuro, Speranza e stili di vita sono i temi proposti di questa prima esperienza e affidati a persone molto competenti. Lo scopo dichiarato è di promuovere una fede vissuta, per lo sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi. L’esortazione apostolica Dilexi te (“Ti ho amato”) ci ha sollecitato in quest’abbraccio ai più vulnerabili. Un mandato che unisce Leone XIV a Francesco e alle radici della carità vissuta e per questo impegnata a promuovere la giustizia e a liberare i poveri e tutti dalla dipendenza e dalla violenza, che ormai fa la voce grossa in questo nostro tempo.