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Concessioni spiagge, il momento decisivo

In arrivo il tanto atteso “bando-tipo”: indicherà regole, criteri e modalità per lo svolgimento della gare pubbliche in tutta Italia. Alcune novità, poche sorprese

È stato detto tante volte negli ultimi anni, ma ora ci siamo davvero: è il momento decisivo per il futuro delle spiagge riminesi (e non solo).

Proprio in questi giorni, infatti, si attende l’ormai noto “bando-tipo” che indicherà regole, criteri e modalità di svolgimento delle gare pubbliche per l’assegnazione delle concessioni di stabilimenti balneari e altre attività presenti sul demanio. Un documento, dunque, che (sulla carta) dovrà mettere fine all’incertezza ormai cronica sul tema e fornire la cornice entro la quale i Comuni potranno muoversi per procedere con le gare, evitando in questo modo una rischiosa frammentazione territoriale.

Al momento di andare in stampa, la presentazione del testo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non è ancora avvenuta, ma è già ampiamente diffusa la bozza dalla quale è possibile visionare e analizzare i contenuti. Andiamo con ordine.

Durata e requisiti

Le concessioni assegnate avranno una

durata minima di 5 anni e massima di 20, durata che viene stabilita sulla base di due diverse formule. La prima prevede che sia lo stesso bando a fissare una durata predeterminata calcolata sulla base di diversi fattori e caratteristiche specifiche dell’attività, mentra la seconda si fonda sulla necessità di garantire l’ammortamento degli investimenti previsti dal nuovo concessionario.

Tra i requisiti previsti per partecipare alle gare, vi è la regolare iscrizione alla Camera di Commercio o ad altro registro detenuto da autorità europee per lo svolgimento di attività turistico-ricreative, e il bandotipo mette bene in chiaro quali sono i soggetti automaticamente esclusi: chi negli ultimi due anni ha posto in essere

condotte di occupazione abusiva sul demanio marittimo, gli operatori che, già concessionari, non sono in regola con il pagamento dei canoni, oltre alle attività oggetto di emersione di lavoro irregolare o che non sono in regola con eventuali norme che disciplinano il lavoro dei disabili. C’è, poi, il tema delle cauzioni. Per partecipare ai bandi, infatti, gli operatori dovranno garantire la capacità economica per sostenere i progetti, attraverso una cauzione provvisoria (calcolata su una percentuale della somma composta da canone demaniale marittimo, indennizzo da corrispondere al concessionario uscente e valore dei beni eventualmente oggetto di cessione tra concessionario uscente e subentrante) e una definitiva in caso di assegnazione.

Criteri di aggiudicazione

Importanti gli elementi che rilevano nella valutazione e assegnazione delle nuove concessioni. L’aggiudicazione si fonda sul principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo e la selezione, punto di grande rilievo, prediligerà di gran lunga l’aspetto qualitativo del progetto. Sul punteggio complessivo, infatti, l’aspetto economico non potrà pesare più del 10%: il restante 90% è legato all’offerta tecnica dei candidati.

Qualità che sarà garantita anche attraverso il riconoscimento di determinate premialità per alcune caratteristiche dei progetti presentati: la valorizzazione dell’area e dell’offerta balneare, la continuità dei servizi e, da sottolineare, il peso ricoperto dalle piccole e medie imprese, oltre che dalle micro imprese di prossimità, fugando (sulla carta) tanti timori diffusi sul territorio sul pericolo che le gare possano favorire i grandi gruppi economici e le multinazionali. Un’attenzione particolare, inoltre, sarà rivolta alle soluzioni “green”, all’accessibilità delle persone con disabilità e all’assunzione di giovani. Infine, non saranno trascurati da una parte i concessionari che negli ultimi anni hanno avuto nell’attività balneare la principale fonte di reddito e, dall’altra, i nuovi operatori che si impegnano ad assumere

i lavoratori del concessionario uscente che traggono sostentamento da quella attività.

Il nodo indennizzi

È probabilmente l’aspetto più delicato e dibattutto dagli operatori del comparto negli ultimi anni. Operatori che, seppur ormai palese da quanto stabilito e affermato molteplici volte dall’UE, difficilmente troveranno soddisfazione da quanto previsto nel bando-tipo: il documento, infatti, conferma i timori diffusi, stabilendo che il valore degli indennizzi ai concessionari uscenti, a carico dei subentranti, sarà pari al valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati al termine della concessione, “ ivi compresi gli investimenti effettuati in conseguenza di eventi calamitosi, al netto di ogni misura di aiuto o sovvenzione pubblica eventualmente percepita e non rimborsata, nonché pari a quanto necessario per garantire al concessionario uscente un’equa remunerazione sugli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni”. Nessun riconoscimento del pieno valore aziendale.

Tutto pronto, dunque. Si attende solo il fischio d’inizio.