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Il delitto del terzo piano

IL DELITTO DEL TERZO PIANO DI RÉMI BEZANÇON PER GIOVANI (DAI 16 ANNI) E ADULTI – AL CINEMA

Tra moglie e marito non mettere… Hitchcock. Colette (Lætitia Casta) è docente universitaria di cinema, specializzata nell’opera del “mago del brivido” (ma lei sostiene la tesi di Hitchcock che si considerava più il “regista della coppia”) e vive un precario ménage matrimoniale con François (Gilles Lelouche), scrittore di gialli ottocenteschi.

A “insaporire” la vita della coppia ci pensa il crimine, o meglio il presunto delitto che Colette pensa di aver visto nell’appartamento di fronte. Proprio come ne La finestra sul cortile (ma le citazioni abbondano, sul versante Hitchcokiano, da Vertigo a Psyco, e con le piacevoli divagazioni in tema mcguffin, passando per Il silenzio degli innocenti e Misterioso omicidio a Manhattan di Woody Allen) Colette e François, all’inizio ben poco convinto dell’omicidio, poi sempre più convinto dalle teorie della moglie detective, diventano dunque investigatori e il film si muove con brio e gusto, a partire dai titoli di testa che richiamano quelli di Saul Bass realizzati per alcuni dei capolavori di Hitchcock, senza strafare ma trovando il giusto equilibrio tra commedia e mystery, toccando anche il percorso di ricostruzione di un rapporto sentimentale incrinato che trova nuovi stimoli grazie ad una bella dose di suspense.

Un consiglio: se non avete visto i film sopracitati (un vero delitto) ripassateli subito per divertirvi di più con questo bel gioco diretto da Bezançon.