UN ANNO DI SCUOLA DI LAURA SAMANI PER GIOVANI (DAI 16 ANNI) E ADULTI – AL CINEMA
Dagli inizi del Novecento al 2007: questo è lo slittamento temporale operato dalla regista e sceneggiatrice triestina Laura Samani (in tandem con Elisa Dondi per la scrittura) sull’adattamento del racconto di Gianni Stuparich Un anno di scuola (1929). Il libro era collocato nel 1909, in pieno periodo irredentista per Trieste, il film opta per l’anno in cui viene rimosso il confine tra Italia e Slovenia, ma lo spostamento in avanti non inficia affatto sul bel risultato finale dell’opera seconda dell’autrice di Piccolo corpo (uno dei migliori esordi degli ultimi anni in terra italiana).
All’Itis “Marie Curie”, scuola frequentata solo da maschi, arriva il “corpo estraneo” della svedese Frederika, ribattezzata dai compagni Fred, trasferitasi a Trieste per questioni lavorative paterne. La ragazza all’inizio parla solo inglese e svedese e fatica ad adattarsi tra gli “ormoni impazziti” dei coetanei, poi trova la quadra per l’amicizia con un inseparabile terzetto composto da Anteo, Pasini e Matis. Bevute, scorribande, nottate passate nella “trappola” (tipografia in disuso utilizzata come rifugio) e poi lo scoppio dell’amore che porterà un devastante terremoto emotivo nel rapporto tra i quattro. Sguardo autentico, schiettezza e utilizzo adeguato del linguaggio (c’è molto dialetto, che dona maggiore freschezza al tutto). Laura Samani ha l’occhio giusto per raccontare al meglio un’età tanto difficile quanto affascinante. Con un finale di quelli che non si dimenticano.

