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Nouvelle vague, amore per il cinema

NOUVELLE VAGUE DI RICHARD LINKLATER PER GIOVANI (DAI 16 ANNI) E ADULTI – AL CINEMA

Parigi, 1959. Impazza la nouvelle vague, la “nuova ondata” destinata a ribaltare le convenzioni della settima arte.

Tanti esordi in soli tre anni (162 ricordano i titoli di coda), da I 400 colpi di Truffaut a Le beau Serge di Chabrol (considerato il capostipite del movimento), fino al debutto del regista più rivoluzionario e anticonformista del gruppo (con molti “adepti” operanti nella prestigiosa rivista “Cahiers du Cinéma”), Jean-Luc Godard (Guillaume Marbeck) con Fino all’ultimo respiro che diventa opera di prima grandezza.

Al “dietro le quinte” del film ci si tuffa con affettuoso spirito cinefilo il regista Richard Linklater, fautore di una filmografia dove trovano spazio le sperimentazioni e i film di culto, da Prima dell’alba a Boyhood passando per School of Rock, che rievoca in bianco e nero e formato 4/3 giornate dominate da improvvisazione, litigi, amicizie e voglia di rompere gli schemi, tra la visione della realtà e la bugia dell’artificio cinematografico.

Tra un ciak e l’altro passano in rassegna presenze indelebili nel cinema, da Rossellini a Bresson, dai già citati Truffaut e Chabrol fino ai protagonisti del film, Jean-Paul Belmondo (Aubry Dullin) e Jean Seberg (Zoey Deutch), così vicini agli originali, soprattutto lei, da regalare uno sguardo quasi “documentaristico”, ma è fiction, ricostruzione filologica con tanto amore per il cinema.

Piacerà molto a chi ha attinto con passione a quelle immagini, per i neofiti un utile invito a incontrare capolavori del Cinema, quello con la “C” maiuscola.