“Dovremmo far incontrare molto di più gli adolescenti e i giovani con le situazioni di sofferenza e di povertà”. È l’invito del vescovo di Rimini Nicolò Anselmi, tirando le somme della serata di presentazione dell’esortazione apostolica di papa Leone XIV Dilexi te con don Marco Pagniello, direttore Caritas italiana. L’incontro in sala Manzoni a Rimini il 17 dicembre 2025, è stato anche l’occasione per ringraziare don Pierpaolo Conti, fino a poco tempo fa responsabile della Pastorale Sociale della diocesi, per la dedizione all’ufficio. “Queste esperienze – ha detto mons. Nicolò tornando ai giovani – ci calano nella vita reale e ci insegnano a stare al mondo; senza di esse, rischiamo di «farci dei film». Dobbiamo fare in modo che i giovani incontrino queste realtà nelle nostre parrocchie. Pensando alla mia vita ringrazio chi mi ci ha condotto: il contatto con i sofferenti ha una potenzialità pedagogica ed educativa enorme. Ci regala una visione concreta della realtà e la realtà è abitata da Dio. Lì scopriamo la nostra vocazione e la felicità”.
L’idea è proporre “queste «avventure» ai ragazzi con saggezza, senza eccessi, ma con costanza. Portiamoli negli ospedali, nelle mense, negli istituti per anziani. Non serve necessariamente «fare» qualcosa di straordinario: basta starci, restare lì e poi ragionare insieme su ciò che si è provato. Facciamolo, perchéè un. grande servizio alle giovani generazioni“.
Il vescovo ha annunciato due nuove iniziative. La prima è già partita. “Ho chiesto a un gruppo di diaconi di presentare la Dilexi te in tutte le nostre zone pastorali”. Un tesoro che, spiega don Nicolò, non deve rimanere chiuso nell’ambito degli addetti ai lavori, ma “contagiare tutta la diocesi, coinvolgendo anche i laici”.
Il vescovo ha inoltre espresso il desiderio che ai lavori della Settimana biblica, tradizionale appuntamento culturale della diocesi tra ottobre e novembre, possa affiancarsi anche, una “Settimana Sociale, o socio-politica, il nome lo decideremo insieme. Credo
sia importante per contrastare ogni forma di spiritualismo o intellettualismo fine a se stesso. La Parola di Dio deve farsi carne. Chiedo quindi ufficialmente all’Ufficio per la Pastorale Socia- le di coordinare questa possibi- lità. Il Vangelo deve camminare su due gambe: quella della riflessione sulla Parola e quella dell’impegno concreto”.
Infine, tornando alle parole di don Marco Pagniello “riguardo al cammino sinodale della Chiesa italiana, siamo in una fase cruciale. Le tre grandi «autostrade» che dobbiamo percorrere sono la trasmissione della fede, la dimensione comunitaria e fraterna, l’impegno sociale e caritativo. Quest’ultimo non riguarda solo gli «invisibili», ma anche questioni come la corruzione, le dipendenze e la pace, di cui spesso i più poveri pagano il prezzo più alto”, ha concluso il Vescovo.

