Il Ponte

Una musica soave nascosta nel quadro del compisitore

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Quadro-SantAgata

Quel dipinto giaceva chissà da quanti anni nel soffitto. Ma non in un sottotetto qualsiasi, bensì nel solaio di Rocca Fregoso, il castello della famiglia che ha governato per decenni Sant’Agata Feltria. Il rinvenimento di quel quadro ha portato con sé anche lo scoperchiamento di alcuni sonori misteri. La Pro Loco di Sant’Agata Feltria è riuscita nella doppia impresa di rinvenire e restaurare il primo, e far suonare il secondo. Il quadro in questione è del 1700, “custodito” in condizioni penose nella soffitta di Rocca Fregoso. Il “regalo” inaspettato del castello i volontari della Pro Loco di Sant’Agata Feltria l’hanno subito “catalogato” e girato all’indirizzo della Sovrintendenza di Ravenna, ma dall’ente nonostante siano trascorsi diversi mesi, non è mai arrivata alcuna risposta.
La Pro Loco ha comunque deciso di affidare il dipinto del 1700 alle sapienti mani di Serena Brioli, restauratrice riminese specializzata in quadri lacerati e bucati, per far dono del quadro al Comune. La Brioli aveva già operato a Sant’Agata in precedenza con il pittorico del Teatro Mariani.
Dopo mesi di impegnativo restauro (costato alcune migliaia di euro), il quadro è pronto per essere nuovamente fruito (nella foto).
Il restauro non solo ha permesso al dipinto di tornare in vita, ma ha anche aperto una importante finestra storica. Il personaggio ritratto nel dipinto è infatti Giovan Battista Casotti, musicista e compositore santagatese noto all’epoca, che ha lavorato per 10 anni all’Accademia di Santa Cecilia a Roma e al Duomo di Urbino. Nel dipinto sono impresse le note di una partitura inedita, 21 secondi di musica che la Pro Loco ha affidato all’Orchestra da Camera di Rimini. “Abbiamo eseguito la partitura con la chiave di violino contenuta nel quadro, usata per comodità dal pittore – ha spiegato il direttore dell’Orchestra – ma siamo certi che Casotti ne usasse abitualmente un’altra”. E l’Orchestra ha eseguito anche questa seconda versione domenica presso la Sala delle Scuderie, dove è avvenuto lo svelamento del quadro. Le ricerche operate dallo storico santagatese Franco Dall’Ara han permesso di rintracciare due mottetti inediti di Casotti presso il Museo Reale di Copenaghen, dove il compositore si esibiva una volta partito da Sant’Agata e prima di approdare a Genova e mettersi agli “ordini” di Giuseppe Verdi. Un altro mottetto inedito sembra custodito in un conservatorio di Vienna. Una volta rintracciato anche quest’ultimo (e a Sant’Agata sono già al lavoro per raggiungere l’intonato risultato), la Pro Loco “vorrebbe riunire queste partiture e affidarle ad una orchestra per far rivivere la musica di casotti e la storia di questo importante personaggio” dice Marco Davide Cangini. Il quadro è stato donato dall’associazione al Comune perché sia fruito dall’intera cittadinanza.
Resta da decidere il luogo in cui sarà collocato il dipinto. “Non sappiamo ancora quale sarà la nuova collocazione: – ammette Cangini – ma sicuramente in un luogo idoneo per la sua fruizione e la sua conservazione”. Per ora resterà a disposizione dei visitatori presso il Museo della Fiaba di Rocca Fregoso, il cui iniziatore, il notissimo pedagogista Antonio Faeti (originario proprio di Sant’Agata, anche se la sua carriera prima di insegnante elementare poi universitaria si è sviluppata poi a Bologna, dove ha dato vita alla cattedra di Letteratura per l’infanzia all’Ateneo petroniano), sabato 17 giugno riceverà la cittadinanza onoraria.

Paolo Guiducci

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