Il Ponte

Un “sogno nel cassetto” e 30 anni di storia

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Sono ricchi, densi, importanti i 30 anni de “Il Millepiedi”, cooperativa sociale riminese che proprio nel 2018 spegne le sue candeline per celebrare questo importante anniversario. Era infatti il 1988 quando un gruppo di giovani della parrocchia del Crocifisso, insieme ai loro capi-scout, decisero di mettere in pratica quello che l’Agesci aveva loro insegnato: lo spirito di servizio, l’attenzione agli ultimi, il desiderio di rendere il luogo in cui si vive un posto migliore. Nasce così la cooperativa “Il Millepiedi”, inizialmente una cooperativa di servizi che si attiva per realizzare progetti dedicati alla socializzazione dei bambini e progetti di educazione ambientale.
Da quel momento è un incessante susseguirsi di scelte e innovazioni. Nel 1994 nascono i Get (Gruppi educativi territoriali) con il loro carico di novità: non più un intervento domiciliare ma di gruppo, improntato alla relazione. Dai primi 2 gruppi a Viserba e Sant’Aquilina, si passa ai 12 gruppi attivi oggi nella provincia di Rimini e ulteriori 12 con altra denominazione ma con medesime finalità tra le province di Rimini e Forlì-Cesena. L’anno 1996 segna uno spartiacque fondamentale:  un gruppo di soci propone la trasformazione in cooperativa sociale, coerentemente con la legge del 1991 sulla cooperazione sociale. L’assemblea approva all’unanimità e da quel momento inizia una ricca attività di progettazione. Nel 1998 apre le porte “Casa Macanno”, un gruppo-appartamento per persone con disabilità, a cui seguiranno altri gruppi. Vengono avviati servizi per la prima infanzia e progetti di intervento in strada per adolescenti. Nel 2000 è la volta del “Centro Nous” che accoglie giovani con disabilità psichica grave.
Realizzare attività di progettazione nel territorio significa anche mettersi in dialogo con gli altri soggetti che operano in quel luogo. La realtà de “Il Millepiedi” non avrebbe potuto crescere senza una collaborazione costante con le istituzioni, a partire dai comuni e dall’azienda Usl. Così come fondamentali sono state le scelte di lavorare con altre realtà del privato sociale. Nel 2003 viene siglato il primo accordo con la Fondazione San Giuseppe per la gestione di comunità di accoglienza per minorenni. Nel 2004 la cooperativa partecipa al progetto di “Città Educativa” insieme a Fondazione San Giuseppe, Fondazione Enaip e Ceis e all’organizzazione di giornate di confronto e formazione per educatori e responsabili. Da questa esperienza nascerà l’intuizione del Consorzio Mosaico, inaugurato nel 2007. Il Millepiedi aderisce a coordinamenti nazionali come Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza). Non manca uno sguardo alla realtà internazionale, partecipando alla fondazione e allo sviluppo della Ong riminese EducAid.
Nel frattempo crescono i servizi di sostegno scolastico e riabilitativo, nasce un’area dedicata alle emergenze. Si fanno scelte imprenditoriali importanti, come gli acquisti dei primi immobili. Parallelamente viene consolidato il sistema organizzativo, predisposte nuove procedure, avviato un Sistema Qualità certificato.
Gli ultimi anni sono dedicati a implementare le diverse aree di gestione e all’apertura di nuovi servizi. Alla cooperativa vengono affidati il Centro per le Famiglie del Comune di Rimini e quello del Comune di Santarcangelo, il servizio di mediazione familiare dei Comuni del Rubicone. Si inaugurano le attività per bambini e ragazzi con autismo a Villa del Bianco, a Misano. L’area infanzia sperimenta metodologie innovative come l’outdoor education. Nel 2015 nasce il ramo di tipo B della cooperativa, per l’inserimento lavorativo di persone in situazione di svantaggio.
E il futuro? È ancora pieno di speranze e progetti, come spiega Maurizio Casadei, fondatore e presidente della cooperativa: “In questi 30 anni la cooperativa è fortemente cresciuta, sempre in ascolto delle esigenze del territorio. Un sogno nel cassetto che pian piano ha preso forma. Una storia fatta di passione, competenza, sogni, difficoltà. Una tra le tante storie significative di questo territorio ma per noi importante perché dentro c’è un pezzo della nostra vita”.
E conclude: “La persona è il centro di ogni attività de Il Millepiedi. ‘Mi avete voluto bene’: è la voce che vogliamo salga dalle persone che abbiamo accanto a noi. È in fondo la nostra mission non scritta e la prima verifica dei risultati raggiunti. In ogni ambito di intervento, il fattore decisivo è la relazione che nasce. Offrire proposte educative, intervenire sui bisogni, sostenere situazioni di disagio è possibile, solo nella consapevolezza che ogni donna e ogni uomo porta con sé un valore assoluto, che non può e non deve mai essere ricondotto a schemi di efficienza o produttività. Il prendersi cura dell’altro è un fatto che riguarda ciascuno di noi, ogni giorno, a prescindere dal tipo di ruolo lavorativo che svolgiamo. Al centro dei nostri servizi vi è sempre la persona con le proprie caratteristiche, bisogni e potenzialità che è un soggetto attivo (laddove l’età e lo stato di vita lo consentono) nella definizione dei progetti individualizzati con l’attenzione prioritaria al potenziamento delle autonomie, alla valorizzazione delle abilità, al miglioramento della qualità della vita, alla creazione di opportunità. Le viviamo come sfide importanti che si aprono davanti a noi oggi, che vogliamo accettare con coraggio e speranza”.

Silvia Sanchini

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