Il Ponte

Un “Beestrò” da leccarsi i baffi

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BEESTRO

Prendete un po’ di intraprendenza. Aggiungeteci un pizzico di sana follia, tanto studio, una buona dose di «romagnolità» e allungate il tutto con un goccio di innovazione. Poi mischiate bene e avrete la ricetta di Beestrò, il camioncino slow food partito da Bellaria che in poco tempo ha conquistato il palato del Bel Paese. A guidarlo, e a rendere il progetto saporito e vincente, c’è un’intera famiglia. Anzi, a dir la verità quattro fratelli: Tommaso, 36 anni, e i suoi tre gemelli Giulia, Giorgia e Giacomo che di primavere ne hanno appena 28. All’anagrafe, i Della Motta (nella foto Ghinelli). Un cognome che in ambito turistico è molto conosciuto visto che la famiglia è propritaria di alcuni alberghi lungo la riviera.
“Tutto nasce circa un anno e mezzo fa – dice Tommaso mentre versa una birra ghiacciata a una delle migliaia di visitatrici di Giardini d’Autore, l’evento che si è tenuto in piazzale Fellini –grazie all’intuizione dell’intelligente di casa: mia sorella Giorgia”.
Che sente tutto, lascia la piastra incandescente e si precipita a spiegare come l’idea abbia preso forma.
“Girando per eventi ci è capitato di vedere questi camioncini che offrivano cibo e così mi sono detta: perché no?”.
Solo che come per tutte le cose, non ci si può inventare. Ci vuole esperienza e tanto studio.
“La prima manifestazione a cui abbiamo partecipato è stata a Cesenatico – riprende Tommaso – un vero disastro. Non ce ne è andata dritta una. Molti avrebbero chiuso lì l’esperienza, ma a noi le sfide piacciono. E così, poche sere dopo, ci siamo ritrovati a casa insieme a Gabriele Nanni e Manuel Bertozzi e tutti insieme abbiamo cercato di capire cosa volevamo fare e dove volevamo arrivare. Gabriele, che è uno chef ed è proprietario del ristorante «Sirocco», ci ha consigliato come muoverci in cucina proponendoci le sue ricette. Manuel, invece, si occupa della grafica ed è il nostro media manager. Abbiamo rivisto un po’ tutte le cose, ognuno si è preso un compito ben preciso e così alla seconda manifestazione la situazione è migliorata nettamente. Anzi, da lì in avanti è andata sempre meglio. Addirittura abbiamo lasciato gli stand e siamo saliti su un camioncino che dopo un po’ di tempo, quando abbiamo visto che alla gente piaceva il nostro modo di fare food, abbiamo rottamato per prendere quello con cui oggi andiamo in giro per l’Italia”.
L’obiettivo di Giorgia e dei suoi fratelli è stato molto chiaro fin da subito.
“Volevamo dar vita a una cucina itinerante che legasse le materie prime al concetto di cibo di strada, il tutto salvaguardando la tipicità della nostra terra: la Romagna. Infatti tutti i nostri fornitori sono della zona: dalle farine del mulino Ronci, al formaggio del Caseificio Pascoli passando per le bibite della Galvanina e alle carni di Mora. Il pane è made Della Motta, nel senso che lo produciamo noi stessi”.
Due le specialità della casa: carne e pesce.
“Per la parte del pesce, che andiamo sempre ad acquistare noi al mercato – riprende Tommaso – la nostra punta di diamante è il FishBurger, un panino con svizzera di tonno tagliato al coltello, cipolla caramellata e salsa Maio. Naturalmente da buoni romagnoli non poteva mancare la piadina con i sardoncini, la cipolla e il radicchio verde. E poi c’è il nostro cono di fritto con verdure, il tutto servito nella carta gialla che si usava una volta per incartare gli alimenti. Per quanto riguarda, invece, la carne, il piatto base è la spalla di Mora romagnola affumicata alla quale poi abbiniamo una salsa barbecue fatta sempre da noi”.
Perché nel frattempo «Beestrò» si è dotato di un altro mezzo.
“Lo scorso anno oltre al nostro food truck abbiamo acquistato un affumicatore BBQ. Lo abbiamo fatto arrivare direttamente dall’America: un bestione di 5 metri di ferro e 9 quintali di peso. Grazie a questa new entry possiamo cuocere alla brace anche il Ribs di maiale, le alette e le cosce di pollo che vengono sempre accompagnate da salse di nostra produzione”.
Insomma, un menù per tutti i gusti che nel corso dei mesi ha conquistato il palato degli italiani. Perché dopo il flop di Cesenatico, «Beestrò» ha cambiato marcia.
“Siamo stati a Torino per il Salone del Libro, a Genova, a Verona per Vinitaly, siamo stati incaricati dalla scuola Holden di Baricco per l’organizzazione della festa di Natale, insomma abbiamo girato. E adesso siamo stati invitati a quattro eventi di slowfood molto importanti. In più, a luglio, saremo a Barolo per una manifestazione internazionale, il «Collisoni» che avrà come ospite Robbie Williams e noi saremo uno dei quattro food truck presenti. Il tutto senza dimenticare che ci siamo attrezzati anche per matrimoni, battesimi e feste varie. Insomma, da quell’esperienza di Cesenatico qualche passo in avanti lo abbiamo fatto e oggi essere invitati e chiamati è la nostra più grande soddisfazione perché significa che con lo studio, la passione e la voglia di fare si possono raggiungere i propri sogni”.
Adesso bisognerà capire solo come far collimare il «Beestrò» con la gestione dei loro alberghi.
“Una soluzione la troveremo – conclude Giorgia – quello che è certo è che il nostro camioncino continuerà a viaggiare”.

Francesco Barone

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