Home Sport Tutti in acqua: c’è una canoa da spostare

Tutti in acqua: c’è una canoa da spostare

CANOA

Canada, 1858. L’esploratore scozzese John MacGregor arriva per la prima volta nel paese della foglia d’acero. Il verde sconfinato, gli animali e quei fiumi così impetuosi attirano fin da subito la sua attenzione. Un giorno, però, mentre cammina lungo un corso d’acqua si accorge di un’imbarcazione che non aveva mai visto prima. La forma è strana, ma la cosa più curiosa è il fatto che chi la occupa utilizza solo un remo, conosciuto anche come pagaia. Al suo ritorno in Gran Bretagna, MacGregor si fece costruire una canoa, con la quale navigò corsi d’acqua in Inghilterra, in Europa e nel Medio Oriente, descrivendo in un libro ormai famoso le sue esperienze «A Thousand Miles in the Rob Roy Canoe» (Mille miglia nella canoa Rob Roy). Nel 1866 fondò a Londra il «Royal Canoe Club» che nel 1874 organizzò la prima gara, la «Paddling Challenge Cup». Uno sport, quello della canoa molto praticato in Italia, soprattutto al nord, ma anche da queste parti ci difendiamo bene perché fiumi come l’alto Marecchia, per esempio, è in grado di soddisfare le esigenze dei canoisti. A Rimini, per esempio, c’è un Canoa club attivo da ben 33 anni.
“La nostra è una società dilettantistica ed è composta da 150 soci – sottolinea il vicepresidente, Ugo Donati – in oltre sei lustri di attività abbiamo insegnato a circa mille persone ad utilizzare questa straordinaria imbarcazione. Insegnato perché per molti sembra facile, ma nella realtà dei fatti non lo è”.
Uno sport che può avvicinare anche alla natura.
“Lo potremmo definire ecologico, che rispetta l’eco-sistema, l’ambiente, uno sport che non è pericoloso perché evita il contatto fisico fra le persone. Ed è per questo che lo consiglio a tutti”.
Il Canoa club di Rimini si occupa di canoa fluviale, canoa turistica, canoa olimpica, raduni e competizioni varie. Effettua anche corsi teorico-pratici di avviamento e di perfezionamento, con istruttori abilitati della FICK, Federazione Italiana Canoa e Kayak. Dispone di tre sedi: quella amministrativa, che si trova presso il Palazzetto dello Sport; quella dove svolge la sua attività, ubicata presso il lago Santarini di Santarcangelo e quella al mare, collocata a Viserba al Bagno Luca.
“Quello della sede è un discorso lungo, che si trascina nel tempo. Al momento siamo ospiti al lago Santarini, però ci spogliamo in una casa colonica senza riscaldamento e senza docce, al freddo. Avremmo bisogno di una sede più adeguata alle nostre esigenze. Siamo in ballo con il demanio e con il Comune da tanto tempo: col primo per avere un pezzo di deviatore del Marecchia per allenarci e con il secondo perché ci costruisca uno stabile, una specie di spogliatoio. Sarebbe una cosa molto importante anche per far crescere tutto il movimento”.
Il Canoa club Rimini dispone di diverse squadre agonistiche, oltre che ai cosiddetti «fiumaroli», che hanno fatto la prima uscita sulle rapide dell’alto bacino del fiume Marecchia, gonfiato dallo scioglimento della neve del monte Carpegna “e tante sono in programma” conclude Donati.

Patrizio Placuzzi