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Teatro Galli, un nuovo lirico inizio

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Teatro Galli, un nuovo inizio. Con La Traviata si apre la stagione della lirica riminese. E il Galli diventa produttore di opere e inizia il percorso per ottenere il riconoscimento ministeriale di teatro della tradizione, mentre già è in linea di finanziamento regionale per la lirica.
Sono passati appena tre mesi dall’inaugurazione del Teatro, e il Galli è già pronto per una “nuova” prima: dopo il debutto dell’opera con Cenerentola di Cecilia Bartoli in forma semiscenica e Simon Boccanegra con le scene, si accende la stagione lirica. Il primo appuntamento è con La traviata di Giuseppe Verdi (l’opera più rappresentata al mondo), prodotta dal Teatro Municipale di Piacenza con la regia di Leo Nucci (in scena proprio oggi alla Scala di Milano curiosamente con la stessa opera). 8 e 10 marzo. Il secondo titolo del 2019 sarà invece Norma, il 29 novembre e 1 dicembre, per la regia di Cristina Muti e la presenza dell’orchestra giovanile Luigi Cherubini. Il Rigoletto prodotto dal Coro Amintore Galli accenderà il Capodanno 2020, mentre in apertura del 2020 (24-26 gennaio) risuoneranno a Rimini le note dell’Aroldo, l’opera con la quale Giuseppe Verdi inaugurò (caso unico in Italia) il Teatro Galli nel 1857.
“Dopo l’inaugurazione del Teatro, ora siamo nella fase avventurosa di farlo vivere, come luogo di produzione e di comunità. – sono parole del sindaco di Rimini, Andrea Gnassi – Rimini che vede il suo teatro come centro di produzione dell’opera è la dimostrazione che i motori culturali possono sostituire quelli immobiliari”. L’obiettivo della programmazione lirica del teatro Galli è quello di aspirare ad essere riconosciuti nel tempo come Teatro di Tradizione, con i relativi standard produttivi da raggiungere e le relative linee di finanziamento regionale e statale. La Regione Emilia Romagna, in accordo con l’assemblea dei sei Teatri di Tradizione della regione, ha già dato un riconoscimento al Galli, ammettendolo nella linea di finanziamento per la lirica, anche se il riconoscimento ministeriale quale Teatro di Tradizione ancora non c’è. Lo standard minimo per accedere al titolo è di almeno due titoli all’anno con due repliche per ciascuno. Il Galli potrà essere co-produttore di un titolo per il quale capofila è un altro teatro (è il caso de La Traviata dell’8-10 marzo prossimi, capofila della produzione è Piacenza, mentre per Norma il capofila è Ravenna) oppure capofila lui stesso: sarà il caso del primo titolo del gennaio 220, quell’Aroldo che sarà poi ospitato nei teatri di Ravenna, Piacenza e Modena. “Già in fase di preparazione il lavoro è condiviso con gli altri teatri. – avverte Giampiero Piscaglia, direttore del Teatro Galli – A breve forniremo i primi dettagli, e ci saranno anche alcune sorprese”.
“Per la sua storia e per la sua importanza il Teatro Galli è già di tradizione, in seguito arriverà anche il riconoscimento formale. – fa notare Antonio De Rosa, Fondazione Ravenna Teatro – L’autoreferenzialità oggi non ha più senso, per fortuna. Da qui la rete regionale che funziona e regala minori costi di produzione e maggiori soddisfazioni e anche incassi”. “Per produrre La Traviata (nella foto sotto, ndr) aver collegato insieme le due estremità della regione, ovvero Rimini e Piacenza – rilancia Cristina Ferrari, Fondazione Piacenza Teatro – è un atto dal grande valore simbolico”. La Traviata, tra l’altro, potrà contare sulla voce del giovanissimo tenore Ivan Ayon Rivas, fresco vincitore del prestigioso premio Placido Domingo. La parte di Violetta Valéry è invece affidata al soprano Adriana Iozzia.

Rimini produce, ed esporta pure. Il Rigoletto del Coro Amintore Galli, in programmazione il prossimo capodanno, vanta la co-produzione dell’Accaedemia Nikkai di Osaka, città nella quale l’allestimento riminese approderà per due date, il 26 e 26 aprile 2020. E non è finita: nello stesso anno il lavoro salirà anche sul palco del Teatro di Lecce e a Mumbai.

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