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Stranieri sui banchi – Italiani di fatto…

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Cosa si nasconde dietro ai numeri della popolazione scolastica italiana? Perché gli studenti stranieri che siedono sui banchi delle nostre scuole vengono spesso visti come un “peso”? Davvero la presenza di non italiani può creare disagi, rallentare l’andamento dei programmi scolastici e il normale svolgimento delle lezioni.
È vero, sono molti gli studenti stranieri presenti nelle nostre scuole. Ma a guardarli più da vicino, gli stessi numeri, si vede che molti di quei ragazzi sono nati in Italia. Secondo i dati diffusi dal Miur, nell’anno scolastico 2015/2016 il 60% degli studenti stranieri presenti nel Paese sono stranieri di seconda generazione.
«Un aspetto significativo dell’evoluzione degli studenti stranieri è rappresentato dalla continua crescita di quanti hanno cittadinanza non italiana, ma sono nati in Italia. Nel quinquennio 2011/2012 -2015/2016 questa categoria di studenti è passata  da circa 334.300 a circa 479mila unità con un incremento del 43,2%. Nell’ultimo anno, questi studenti sono cresciuti di 28.093 unità (+6,2%). Sul totale degli studenti rappresentano il 5,4% (3,7% nel 2011/2012) mentre su quelli con cittadinanza non italiana il 58,7%. Quest’ultimo dato permette di puntualizzare meglio le dinamiche interne agli studenti stranieri e gli effetti sulla popolazione scolastica complessiva», si legge nello studio Gli alunni stranieri nel sistema scolastico italiano 2015/2016 pubblicato lo scorso marzo.
Considerando che è in atto una diminuzione degli studenti con cittadinanza italiana si può dedurre che è la crescita del «numero di studenti di seconda generazione che contribuisce ad ammortizzare parzialmente la variazione negativa della popolazione scolastica complessiva».
In generale, i numeri mostrano che nelle regioni «dove è più elevato il numero di alunni stranieri, la maggioranza è costituita dagli stranieri di seconda generazione».
Nella scuola d’Infanzia gli allievi stranieri nati in Italia rappresentano l’85,2% del totale degli allievi stranieri; in Umbria, Veneto e Piemonte l’indice varia tra l’89 e il 91%. In Emilia Romagna questo valore, nel 2016, si è assestato all’85,9% per un totale di 16.630 piccolissimi. A leggerli così i numeri… le cose cambiano.

I numeri degli studenti stranieri “italiani” a Rimini
Sul territorio della provincia di Rimini (al 31 dicembre 2016) si sono contati 6.383 studenti stranieri (13,1% della popolazione scolastica) suddivisi in: 1.099 nelle scuole dell’Infanzia (12,5%); 2.043 nelle Primarie (12,7%); 1030 alle Medie (11,1%) e 2.211 alle Superiori (15,2%).
Di questi stranieri più della metà (in linea con il dato nazionale) sono ragazzi nati in Italia, immigrati di seconda generazione che parlano perfettamente l’Italiano e che sono ben integrati nel tessuto sociale e culturale della città.
In generale si tratta di 3.317 ragazzi “stranieri italiani” (il 52% sul totale degli studenti stranieri) suddivisi in: 1.002 bimbi dell’Infanzia (91,2%); 1.467 della Primaria (71,8%); 491 delle Medie (47,7%)  e 357 delle Superiori (16,1%).
Quel 91% di bimbi presenti nelle scuole dell’Infanzia mostra come, nei prossimi anni, i problemi d’integrazione e soprattutto i problemi della lingua andranno via via scomparendo, trattandosi di bambini nati in Italia.
Dal punto di vista delle scuole presenti nel riminese possiamo dire che ve ne sono 83 dell’infanzia che con una percentuale di bambini stranieri che oscilla tra lo 0 e il 15% e 30 con percentuali che oscillano tra il 15 e il 30%. Lo stesso dato alle Elementari  si assesta tra le 66 e le 22 scuole. Infine, 30 le scuole Medie e 28 gli istituti superiori (15 delle quali con percentuali comprese tra il 15 e il 30%) che hanno studenti stranieri.

Angela De Rubeis

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