Il Ponte

Sei progetti, non chiacchiere

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Progetto Case
Il progetto è nato diversi anni fa cercando di dare una risposta al problema della casa in alcune situazioni pesantissime.
Adesso continuiamo anche se i costi sono notevolmente aumentati e ci limitiamo nella maggior parte dei casi a dare un piccolo contributo per il materiale, soprattutto nei casi dove il capofamiglia può “arrangiarsi” da solo o con l’aiuto di parenti e vicini.
Per lo più ci fermiamo ad opere di ristrutturazione o di emergenza (tetto distrutto, muri cadenti e pericolosi) o di consolidamento, per poter rispondere a qualche richiesta in più ed aiutare più famiglie con un sostegno limitato che stimoli anche la carità e l’aiuto degli altri.
Abbiamo già in questo tempo realizzato tre piccoli progetti ed uno è in atto, confidando solo nella Provvidenza.
(Costo minimo del progetto: 10.000 euro).

Progetto Sartoria
Abbiamo ripreso quest’anno a metà novembre la scuola di taglio-cucito per donne e ragazze, anche se il numero è di appena una decina, perché è un modo per aiutare le donne ad uscire dall’isolamento e stimolarle ad usare le proprie capacità. È inoltre un’occasione di crescita e di confronto non solo professionale ma anche umano di incontro con la Missione.
(Il costo del progetto è sui 2.000 euro).

Progetto Sanitario
Abbiamo iniziato seriamente l’anno passato 2008, con un piccolo ambulatorio (specializzato soprattutto nelle bruciature) aperto nella Missione con suor Gemma ed ora anche con suor Marisel (che è venuta al posto di suor Leoncia). Si tratta di un progetto per venire incontro alla situazione sanitaria abbastanza pesante soprattutto per i più poveri. È un progetto pensato con la Caritas Albanese, ma per ora non inserito nei finanziamenti. Comprende diverse attività: oltre al servizio infermieristico propriamente detto, è un aiuto per le medicine, le visite all’ospedale di Tirana, il sostegno per le operazioni e le cure più costose e l’accompagnamento di situazioni più difficili, come pure per visite specialistiche e molto altro (occhiali, analisi, raggi, chemioterapia, pannolini, cibo per neonati…).
L’unico sostegno ci è venuto da qualche offerta delle parrocchie di Rimini, ma il conto è sempre in rosso. In questi ultimi giorni ho dovuto dire tanti NO perché siamo fuori da ogni previsione economica. Il progetto dovrebbe comprendere (come in parte è stato fatto l’anno passato) anche dei momenti di formazione sanitaria con i bambini e le famiglie.

Progetto Universitari
Come ogni anno cerchiamo di sostenere i ragazzi che desiderano studiare (che manifestano impegno e volontà seria) e che non possono far fronte alle spese che in questi anni sono notevolmente aumentate. Abbiamo sfruttato il gemellaggio fatto in estate con gli scout italiani per chiedere ad ogni clan di sostenere un giovane studente, ma non siamo riusciti a rispondere neanche a metà delle richieste (5 su 11). Inoltre ad altri è stato dato un contributo annuale per sostenerli in scuole particolari, ad altri ancora un sostegno “straordinario” per situazioni d’emergenza (che sono abbastanza frequenti).

Progetti Straordinari
Sono diverse le Associazioni ed i gruppi che sosteniamo in alcune iniziative particolari, anche con piccoli contributi. Si tratta di Associazioni come quella dei Rom, Ciechi, Orfani, Naftetari (sport) ed altre che devono elemosinare qualcosa per sostenere le loro piccole iniziative e con le quali collaboriamo a diversi livelli.
Inoltre abbiamo ricominciato quest’anno il progetto per l’aiuto ai bambini in difficoltà economica e scolastica facendo il doposcuola, alcuni corsi (italiano, inglese, musica) e preparando un piccolo pasto a coloro che frequentano. Si tratta di bambini che hanno alle spalle situazioni molto pesanti.

Progetto Centro Diurno Disabili a Berat
Il progetto più impegnativo è sicuramente quello del Centro Diurno a Berat, anche se è sostenuto dalla Fondazione Shen Asti e da Cittadinanza. Le spese sono sempre tante anche perché queste due fondazioni a loro volta cercano altrove i finanziamenti. Il progetto quest’anno è molto ridimensionato anche perché dobbiamo avere un minimo di sicurezza di poter continuare i passi che abbiamo iniziato e poterli mantenere anche in futuro.

don Giovanni Vaccarini

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