Il Ponte

Santarcangelo, Borrometi racconta la lotta alla mafia

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Da alcune intercettazioni emerge che Cosa Nostra ha intenzione di uccidere un giornalista siciliano, che da tempo indaga sui suoi affari. “Ogni tanto un murticeddu, vedi che serve! Per dare una calmata a tutti!”, dicono. Quel giornalista è Paolo Borrometi (Tv2000 e collaboratore, tra gli altri, di Agi, Libera, Fondazione Caponnetto e insignito da onorificenza motu proprio del Capo dello Stato) che ormai da anni sul suo sito indipendente La Spia.it denuncia gli intrecci tra mafia e politica e gli affari illeciti che si nascondono, e prosperano, all’ombra di quelli legali.

Affari come lo sfruttamento e la violenza che si nascondono dietro la filiera del pomodorino Pachino Igp, o la compravendita di voti, il traffico di armi e droga e le guerre tra i clan per il controllo del territorio. Una serie di indagini e inchieste che lo costringono a una vita sotto scorta: a una prima aggressione, che gli ha causato una grave menomazione alla spalla, sono seguite intimidazioni e minacce, fino alla recente scoperta di un attentato che avrebbe dovuto uccidere lui e gli uomini della sua scorta. Ma tutto questo non ferma Borrometi, che prosegue sulla propria strada fino a raccogliere le sue inchieste in un libro che scatta una fotografia allarmante di una mafia sempre sottovalutata, quella della Sicilia sud orientale: Un morto ogni tanto. La mia battaglia contro la mafia invisibile (Solferino, 2018).

Un volume che ora raggiunge anche Santarcangelo: giovedì 17 gennaio, alle ore 18 presso la biblioteca Baldini, Borrometi presenterà il suo lavoro e la sua esperienza personale in dialogo con il collega Brahim Maarad, giovane giornalista di origini marocchine che, ora ad Agi, in passato ha lavorato in diversi giornali locali del riminese.

“Anche nel 2019 si rinnova l’attenzione della biblioteca Baldini per l’attualità. – le parole del sindaco e assessore alla Cultura, Alice Parma, che interverrà all’evento assieme al Prefetto di Rimini, Alessandra Camporota – Un’impostazione alla quale come Amministrazione comunale crediamo molto, perché riteniamo fondamentale offrire a tutti i santarcangiolesi l’opportunità di essere aggiornati sul mondo che ci circonda attraverso la viva voce dei protagonisti. Dopo gli appuntamenti con Gigi Riva e lo stesso Maarad in materia di terrorismo, l’incontro con Paolo Borrometi segue quello dello scorso anno con Franco La Torre sui temi dell’antimafia. Oltre all’autore, tengo particolarmente a ringraziare il Prefetto di Rimini – conclude la prima cittadina – che con il suo intervento ha voluto segnare anche in questa occasione la presenza delle istituzioni quotidianamente impegnate nel contrasto alla criminalità organizzata”. (c.z.)

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