Il Ponte

San Gau festival, spettacolo alla riminese

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Al suo ingresso in palcoscenico, era una bella festa tra amici, vicini di casa e parrocchiani. Con garbo e giovanile ironia, faceva un po’ il verso a Sanremo, del quale voleva essere una riminesissima e guascona versione. Suona oggi, canta e balla domani, quella manifestazione è diventata un vero e proprio festival intonato e divertente.
Altro che karaoke. Il Festival della Canzone di San Gaudenzo è diventato maggiorenne a forza di riuscite edizioni. Il punto di forza è ancora la tradizionale gara canora (sei in gara), ma da spettacolo vero e proprio è pure accompagnato sul palco da sketch, balletti, parodie e imitazioni.
Con il trascorrere delle stagioni – e di pari passo alla sua evoluzione artistica – la manifestazione è stata simpaticamente ribattezzata in “SanGau Festival” ed è stata “costretta” ad emigrare: il teatro della parrocchia riminese di San Gaudenzo non era più sufficiente a contenere il pubblico che accorreva al Festival, il teatro del Seminario ha ospitato due edizioni, poi la scelta – azzeccatissima – del Teatro Tiberio, nel Borgo San Giuliano, “dove già dal 2015 ci sentiamo assolutamente a casa” assicura Alessandro Ceccarini.
Lui, il “Cecca”, è il direttore artistico (e ideatore della manifestazione insieme ad Emiliano Procucci). “Nato come parodia ed emulazione della tv – spiega il 37enne «Cecca» – SanGau si è evoluto in un format originale. Non ambisce a raggiungere vette di professionalità artistica, ma persegue la volontà di valorizzare i talenti e soprattutto di creare un clima di amicizia e non di competizione”. E il bel clima che si respira dietro le quinte è testimoniato anche dai trailer che i ragazzi hanno girato e postato sui social.
L’edizione 2018 salirà sul palcoscenico del Cinema Teatro Tiberio sabato 10 marzo, alle ore 20.30: l’ingresso è libero, gli applausi sono graditi, il divertimento assicurato. Lo spettacolo è un piacevole incrocio tra un festival della canzone italiana e “Paperissima”, tra i grandi one man show di RaiUno e i programmi comici per i più giovani, condito da imitazioni, mini-commedie musicali e corti cinematografici. Il balletto quest’anno sarà un mix di generi: danza moderna, hip hop, zumba, zumba step e fitball.
“San Gau” è uno spettacolo corale capace di regalare anche una “pennellata” educativa: il coinvolgimento di tutti coloro che lo desiderano, e la scelta di regalare a turno la prima fila a tutti i ballerini impegnati, perché tutti possano assaporare – almeno per un momento – i riflettori. A dirigere quest’orchestra (una quarantina i partecipanti), l’inossidabile Ceccarini, degnamente spalleggiato dai simpaticissimi mattatori – ormai colonne dello spettacolo – Paolo Morganti e Michela Mulazzani: il frizzante trio presenterà, canterà, ballerà e reciterà accompagnato dai giovani adulti, giovanissimi, educatori e coristi di San Gaudenzo e dai loro amici. Le sceneggiature dei film sono affidate a Simone Bruge’ e Federico Casadei, due ragazzi tanto giovani quanto molto talentuosi. In cabina di regia si muovono Carlo Farneti, maestro del SanGauChorus, e il tecnico-fonico Maurizio Morganti. Tra un corto comico e un’imitazione, al centro della serata c’è sempre la gara musicale: microfono in mano, i cantanti si esibiscono, e cercano di strappare consensi con le loro interpretazioni.
Due le giurie: una giuria parlante, composta da ragazzi della parrocchia (tra i quali il 23enne Vittorio Cicchetti, produttore di Radio Immaginaria, Lorenzo Neri e Paola Cerchione) a commentare lo spettacolo. L’altra giuria, quella di qualità, vedrà protagonisti in prima fila registi teatrali, esperti di musica e spettacolo che, a fine serata, assegneranno il premio della critica. Tra i tanti giurati, la regista santarcangiolese Egle Piva, il maestro della Banda dei Minatori di Perticara, il professor Ermes Santolini, la conduttrice del festival di Perticara “Cantando sotto le stelle” Maura Angelini, e il coreografo internazionale Baby Shaw. La premiazione sarà affidata al parroco: sarà don Aldo Amati a consegnare ai primi tre classificati le rispettive coppe. L’elemento distintivo dello spettacolo è la gratuità, e il direttore artistico non finisce di sottolinearlo. “L’ingresso è a offerta libera a copertura dei costi. Tra tutti coloro che operano e lavorano a questo spettacolo, dai partecipanti alle giurie, fino ai tecnici, nessuno percepisce compensi, tutto è realizzato gratuitamente”. Ed è altrettanto importante valorizzare le persone coinvolte. “Non diciamo di no a nessuno” rilancia Cecca. Insomma, un trionfo di musica, allegria e amicizia.

Tommaso Cevoli

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