Il Ponte

Rimini3, i primi quarant’anni

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Grande momento di festa per il gruppo scout Rimini3, della parrocchia del Crocifisso, riunito al gran completo per celebrare “Una storia che dura 40 anni”. Il gruppo, che nasce nell’autunno del 1978 grazie alla grande intraprendenza dell’allora parroco don Tonino Brigliadori e alla disponibilità dei primi animatori provenienti dalla parrocchia di San Giuliano, oggi è uno fra i 20 più numerosi d’Italia: conta 3 branchi di lupetti, 3 reparti, 1 noviziato, 2 clan e una comunità capi composta da circa 30 educatori, per un totale di più di 300 associati.

I festeggiamenti per il quarantesimo anniversario si sono svolti dal 14 al 16 dicembre: sono stati tre giorni intensi, vissuti con gioia e partecipazione da parte di tutti. L’evento è stato inaugurato il venerdì 14 sera, con la presentazione alla comunità del progetto educativo di gruppo, che, ispirandosi ai principi dello scautismo, si propone di illustrare gli obiettivi dei prossimi tre anni, orientando l’azione formativa della comunità capi e individuando le aree di impegno prioritario per il gruppo e i punti di contatto con le altre realtà presenti sul nostro territorio. All’incontro ha partecipato anche il vescovo Francesco, che dopo aver ripercorso i tanti significati simbolici che assume il numero quaranta, segno del traguardo importante raggiunto dal gruppo scout, ha esortato gli educatori, prendendo spunto dalla famosa teoria della relatività di Einstein, a “trasformare la massa del passato in energia per il futuro”.
L’anniversario è stato un’occasione importante per riportare alla luce la storia del Rimini3, a cominciare dalla fondazione del primo reparto maschile, l’Antares, fino ad arrivare ai numeri raggiunti oggi. I ricordi delle esperienze vissute durante questi anni sono stati raccolti in una mostra allestita nei locali della parrocchia, che ha appassionato gli oltre 700 visitatori. È stata sicuramente una grande emozione osservare i vecchi fazzolettoni e le magliette dei campi estivi, sfogliare i diari di bordo, che descrivono tantissime avventure, e soprattutto guardare le fotografie e riconoscere se stessi, alcuni amici, e in alcuni casi, anche i propri genitori.

La giornata di sabato ha dato inizio alla festa a cominciare dall’alzabandiera. Tutti si sono radunati per questa cerimonia molto significativa, che ricorda ad ogni scout il senso di appartenenza alle comunità in cui viviamo, rappresentate dalla bandiera italiana ed europea, e alla nostra associazione. Questa ha dato il via alle attività organizzate per il pomeriggio, curate dai branchi e dai reparti, come giochi scout e centri d’interesse allestiti nelle sedi, che per l’occasione sono rimaste aperte per tutto il pomeriggio. La serata, organizzata dalle comunità di rover e scolte, è trascorsa all’insegna della condivisione: dopo aver cenato insieme, fra intermezzi musicali e intrattenimento, sono state proiettate delle video interviste ad alcuni ragazzi ed educatori, che hanno costituito un importante spunto di riflessione sul significato che l’essere scout assume per ognuno.

Durante la domenica le unità hanno avuto modo di vivere la Santa Messa, presieduta da don Maurizio Fabbri, già cappellano della parrocchia del Crocifisso, che con la sua omelia ripercorre molti dei principi base dello scoutismo, raccontando anche della sua partecipazione personale all’interno del gruppo. La mattinata, passata all’insegna di momenti di gioco, si è conclusa con un pranzo comunitario, a cui hanno partecipato ben 350 persone. Per chiudere l’evento, nulla di meglio della cerimonia dell’ammaina bandiera, che ha simboleggiato il termine di un importante capitolo di una storia durata quarant’anni, storia di cui tuttavia rimangono ancora tantissime pagine tutte da scrivere.

Giulia Cucchetti

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