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Rimini, vacanze posticipate: si va ai play out

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RIMINI

Sembrava tutto scritto. Tanto che alla vigilia anche Leonardo Acori si era lasciato scappare un mezzo sorriso “ho come l’impressione che se vinciamo faremo festa”. Perché il Tuttocuoio era atteso dalla Spal, perché la Pistoiese aveva in casa un derby sentitissimo con il Pisa e perché il Santarcangelo andava su un campo come l’Helvia Recina imbattuto da due anni. I biancorossi, invece, ricevevano un Arezzo senza più stimoli, se no una timida possibilità di agguantare un posto nella prossima Tim Cup. Tradotto, tre punti sembravano in cassaforte e, sinceramente, anche un sorpasso. Invece è successo quello che non ti aspetti: le tre sopra tutte a vincere e il Rimini fermato dai toscani, addirittura in dieci uomini per buona parte della gara. Un risultato che condanna Mancino e compagni ai play out. Si partirà il 21 maggio in Abruzzo con il ritorno fissato al “Romeo Neri” per il 28. Non si applica la regola dei gol in trasferta, si applica, invece, la regola del vantaggio derivante dalla migliore posizione in classifica; quindi a parità del computo dei gol complessivi, al termine del doppio confronto, viene considerata vincente la squadra con la migliore posizione. Tradotto: se il Rimini dovesse perdere a L’Aquila 2-1, ma dovesse vincere in casa 3-1, passerebbero i biancorossi. Come nel caso di vittoria per 2-1 perché a parità di reti, peserebbe il 15° posto dei romagnoli rispetto al 16° di Scotti e compagni. Un piccolo vantaggio che, però, in un campionato così equilibrato potrebbe risultare decisivo. Anche se i play out sono tutta un’altra cosa rispetto alla stagione regolare come ha giustamente fatto notare nel dopo gara, Leo Acori.
Il dubbio. Rimane, però, un dubbio che se fosse suffragato sarebbe grave. Perché da quanto si è potuto capire dalle parole dei giocatori biancorossi nella panchia del “Romeo Neri”, sembra quasi che ad un certo punto, sapendo anche i risultati degli altri campi, Martinelli e compagni abbiano “scelto” L’Aquila anziché la Lupa Roma. Se così fosse, sarebbe doppiamente sbagliato: primo, perché L’Aquila è una signora squadra e pensare che sia più facile, dal punto di vista psicologico sarebbe un autogol clamoroso; secondo, perché se il Pisa avesse pareggiato proprio all’ultimo respiro, ai riminesi non sarebbe rimasto che mangiarsi le mani. Adesso, però, testa sui play out, sperando di vendicare quanto è accaduto l’ultima volta.

Francesco Barone

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