Il Ponte

Rimini, i monumenti non sono un divertimento

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progetto-passerella-Ponte-di-Tiberio-620x330In un Paese in cui senso civico e spirito di appartenenza sono esemplari in via d’estinzione, è sempre un segnale forte vedere gruppi di persone che alzano la voce per proteggere ciò che amano della propria città. Proprio ciò che è avvenuto a Rimini pochi giorni fa: numerose associazioni, nate allo scopo di tutelare il patrimonio paesaggistico, artistico e culturale del nostro territorio (Italia Nostra Rimini, FAI Fondo Ambiente Italiano, Associazione Rimini Città d’Arte, Coordinamento degli Abitanti del Borgo San Giuliano, Associazione Ambiente & Salute), si sono unite in un appello comune rivolto all’Amministrazione comunale, al fine di fermare “l’affermarsi, a Rimini, di un disegno urbanistico in molti casi lesivo dei valori del luogo, della sua storia, della sua cultura e dell’ambiente”. Nonostante il generale malcontento delle associazioni nei confronti della gestione comunale delle opere di valore artistico-culturale, l’appello punta il dito su due progetti specifici. Il primo è quello della cosiddetta “Arena del bastione” della Rocca Malatestiana, una “cavea che occupa lo spazio del fossato con un volume tale da non consentire di comprenderne la grandezza e la funzione” e che, si legge sempre nell’appello, “impedisce la straordinaria possibilità di recuperare filologicamente elementi originali del castello”. Il secondo grande imputato è il Progetto Tiberio – Comparto 4 – Canale, già approvato nel maggio 2016 dal Comune e che prevede la realizzazione di una passerella galleggiante, pedonale e con bici a mano, sull’invaso del porto canale davanti al ponte di Tiberio (nella foto, il rendering del progetto), una rampa che collega al Borgo San Giuliano e una passerella pedonale lungo il bastione settentrionale. Un progetto che le associazioni considerano non solo invasivo a livello di “fotografia” del paesaggio, ma anche dal punto di vista strutturale: la costruzione metallica sarà agganciata alle mura storiche, argini del porto canale.
“Contestiamo non solo i progetti in sé, – afferma Sonia Fabbrocino, presidente di Italia Nostra Rimini – ma anche il fatto che siano il frutto di decisioni calate dall’alto, tra le mura dell’amministrazione, senza alcuna possibilità di confronto e dialogo con i cittadini”. Un’assenza di dibattito che ha spinto le associazioni a chiedere l’istituzione di un tavolo tecnico permanente, che funga da confronto tra cittadini, Soprintendenza e Lavori Pubblici, oltre al coinvolgimento di professionalità specializzate (docenti, storici, professionisti del restauro di monumenti).
“E, tutto questo, – aggiunge Fabbrocino – non va inteso come un attacco al turismo. La bellezza del nostro patrimonio artistico ci mette nella condizione per cui il miglior intervento turistico che possiamo fare è restaurare i nostri monumenti. Una volta fatto, il turismo verrà di conseguenza”.

Più dura la posizione di Rimini Città d’Arte. “Purtroppo, ormai, Rimini è completamente focalizzata sul ‘divertimentificio’, – le parole di Roberto Mancini – e l’Amministrazione segue a ruota. Tutto viene fatto al fine di apparire, per piacere all’esterno. Ma Rimini è, prima di tutto, dei riminesi, e non dei turisti”.
Il presidente della quarta commissione consiliare permanente “Cultura, formazione, istruzione, sport e turismo” Davide Frisoni le associazioni le ha incontrate. E si dice molto disponibile a collaborare e a portare le esigenze delle associazioni fin dentro le mura di Palazzo Garampi. “Sono molto contento di questo dibattito – dichiara Frisoni – perché finalmente c’è un contatto diretto con i cittadini. Il mio intento è quello di chiedere personalmente collaborazione all’interno dell’amministrazione, in modo da poter valutare concretamente le proposte contenute nell’appello. A titolo personale, da artista, e in veste di politico, vi chiedo di coinvolgermi. Sono qui, completamente a vostra disposizione. Purchè i toni rimangano quelli del confronto civile e costruttivo”.

Simone Santini

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