Il Ponte

Rimini canta per il mondo. E “intona” la speranza

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Cosa può accadere se un numeroso coro di genitori e ragazzi incontra una bnd dalle tonalità blues e rock? Dal metting nasce un concerto, buona musica, e la possibilità per 14 ragazzi ugandesi di essere sostenuti da Rimini nei loro studi.
Tutto questo “suona” nella sesta edizione de “Canta per il mondo”, canti popolari da tutto il mondo, sul palco del Teatro Novelli, a Rimini, sabato 11 maggio (ore 21). Si tratta del concerto del Coro Popolare (detto il “corone”), la realtà nata a Rimini oramai sei anni fa dal singolare incontro tra genitori e ragazzi preoccupati di costruire un valido percorso educativo – l’associazione di Famiglie Onlus Il Ponte sul Mare –  e l’ensemble Amarcanto. La novità di quest’anno è la partecipazione della Bound for Glory, la band dalle tonalità blues e rock, ben nota per essere protagonista del Glory days di Rimini, evento musicale divenuto un “classico” nella città.
L’occasione è quella di ascoltare buona musica, proveniente da diverse tradizioni, ma anche di incontrare una realtà singolare che si è dimostrata capace di “tenere” nel tempo. Sul palco oltre 70 artisti e appassionati che si misurano con la ricerca di bellezza, non solo nelle note e nelle armonie, ma anche nelle “disarmonie” del mondo. Il concerto, infatti, è un’occasione per raccogliere fondi per sostenere lo studio di 14 ragazzi ugandesi, altrimenti destinati alla povertà. Anche quest’anno i fondi andranno per i progetti AVSI ed in particolare per sostenere gli studi di 14 ragazzi ugandesi.
Qui sta il segreto dell’evento.
I protagonisti del coro, infatti, incontrando gli studenti della scuola di Kampala (la High School Luigi Giussani, sostenuta da AVSI) con collegamenti via Skype, dichiarano infatti all’unisono: “Per noi del corone il collegamento con i ragazzi della scuola di Kampala è sempre una sorpresa: pensiamo, con il nostro piccolo gesto di carità, di fare del bene a quei ragazzi, poi succede che riceviamo tanto di più; in particolare vedere le loro facce felici, cariche di speranza e di futuro, ci aiuta ad interrogarci e ad allargare il nostro sguardo su di noi e sulla nostra realtà.
D’altro canto Rose Busingye, la fondatrice e responsabile del Meeting International Point,  ovvero la comunità di donne ammalate di AIDS e da lei raccolte pressoché dal nulla, donne che ora hanno voluto fortemente la scuola per i loro figli, sostiene. “Non vogliamo solo un aiuto. Ci piacerebbe che tutti quelli che incontriamo, specialmente i nostri amici, possano scoprire il valore della loro vita, la loro dignità. E ci piacerebbe fare assieme a loro questa scoperta, perché abbiamo lo stesso valore e la stessa dignità”.
Il concerto, in sintesi, è la opportunità per ognuno di entrare in questo circolo virtuoso, dove chi aiuta comprende di essere aiutato a vivere con più autenticità.
Anche questo anno, infatti, i proventi del concerto andranno a sostenere gli studi di 14 studenti in Uganda. I ragazzi frequentano la Luigi Giussani High School, un’ oasi di umanità in un paese già martoriato dalla guerra, in preda oggi alla povertà e terra di accoglienza, già dallo scorso anno, di profughi provenienti dal Sud Sudan.
A testimoniare il lavoro di AVSI sarà presente Maria Ricci, giovane responsabile dell’area di fundraising. Maria ha cambiato progetto di vita proprio studiando la cooperazione. AVSI coordina 169 progetti di aiuto concreto alle popolazioni in ben 31 paesi tra le zone più bisognose del pianeta, grazie al lavoro di oltre 2mila volontari.
Il Coro Popolare di Rimini lancia dunque anche quest’anno la sua sfida. Una sfida che ha un valore non solo di condivisione del bisogno, ma di cambiamento culturale. È infatti una “esperienza di popolo”, una nuova unità tra persone che nasce dal basso e che dimostra efficacia e forza nell’operare fattivamente per la costruzione di una società dotata di un destino e di un futuro. In tal senso, in questi tempi di preoccupazioni e di paure, è un segno che un popolo che vive c’è e può crescere.

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