Il Ponte

Quell’amicizia nata da una… scossa

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Martedì 23 agosto 2016. A Montegallo, piccola località a 860 metri di altitudine in provincia di Ascoli Piceno, è una giornata come tutte le altre. L’aria fresca del Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha accompagnato residenti e turisti, dalla mattina alla sera. Quando il paese spegne le luci e va a dormire nessuno può immaginare quello che sarebbe accaduto da lì a poche ore. Tra le 3.36 e le 4.42 due violente scosse di terremoto di magnitudo 6 e 5.5 distruggono buona parte della località. Case, negozi, esercizi commerciali presentano crepe e «ferite» profondissime. Tra le famiglie colpite c’è anche quella di Cesare Cecchini che si ritrova in strada. Senza più nulla. A parte il ristorante che miracolosamente è rimasto in piedi. Nonostante le difficoltà, Cesare, la moglie Emilia e il figlio Claudio, aprono le porte ai volontari dando loro un pasto. Un gesto che colpisce gli uomini e le donne della Pubblica Assistenza di San Mauro Pascoli accorsi a dare una mano. Purtroppo una seconda scossa, a ottobre, costringe i Cecchini a chiudere il ristorante. E così, a distanza di oltre un anno, i volontari si sono dati da fare per aiutare padre, madre e figlio organizzando una cena alla quale hanno partecipato oltre cento persone. L’iniziativa si è svolta all’interno del salone della «Casa dei Sammauresi» e ha visto tra gli organizzatori anche la Pro Loco Aisem. A preparare la cena, però, ci ha pensato Emilia (nella foto) che ha cucinato tutte specialità marchigiane. Al termine sono stati raccolti oltre 1.500 euro che la presidente della Pro Loco Nicoletta Censi ha subito devoluto per la ricostruzione.
“L’idea è nata proprio mentre eravamo sul posto come volontari della Pubblica Assistenza del Rubicone. – racconta Antonio Giardino – Ci è sembrato un modo per cercare di aiutarli piano piano a ripartire”.
A San Mauro, da Montegallo, è arrivata Emilia, moglie di Cesare e mamma di Claudio, titolari del ristorante «Babbalò».
“Siamo tornati a vivere a Montegallo dopo un lungo periodo passato a Grottammare – dice Emilia – perché abbiamo una stalla con due cavalli, galline, piccioni e animali vari. La nostra intenzione è ricostruire la casa e il ristorante e ricominciare. Mio marito e mio figlio dormono nella vecchia casa terremotata, ma io ho paura e dormo nel camper. Però siamo legati allo Stato e alla burocrazia, perchè noi non abbiamo soldi e queste iniziative ci commuovono perché stiamo vedendo che c’è tanta gente che ci vuole bene”.

Ermanno Pasolini

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