Il Ponte

Plancton, amore e fantasia. Valerio è servito

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Forse il suo destino era già segnato da quella cicatrice al labbro superiore. Un incidente con un frullatore ad immersione, avvenuto quando era ancora un bambino, alle prese con i primi esperimenti ai fornelli al seguito di papà Roberto e del fratello più grande Lorenzo. Già, perché a casa Braschi la cucina da intenditore ha sempre portato i pantaloni. Valerio, il santarcangiolese ricciolone sesto Masterchef italiano (il più giovane trionfatore della storia del programma Sky) ha rivoluzionato la sua strada dopo aver capito che la passione della vita poteva diventare qualcosa di più. Ha lasciato il Liceo scientifico per iscriversi all’Alberghiero, dove a giugno si è diplomato, e oggi si gode una vittoria che per un 19enne come lui ha un sapore ancora più piacevole.

Valerio, raccontaci: come è cambiata la tua vita da quella vittoria?
“Sicuramente ho molte più opportunità lavorative. Direi sicuramente in meglio”.

Cosa stai facendo ora?
“Più che altro eventi e show cooking in giro per tutta Italia: Milano, Roma, Palermo… Dal prossimo anno comincerò in un ristorante, ma non adesso”.

Bruno Barbieri, giudice di Masterchef, ti aveva proposto subito dopo la vittoria di lavorare per lui, a Bologna…
“Sono scelte abbastanza difficili che devo valutare insieme alla mia famiglia. Non posso anticipare nulla, ma penso proprio che non andrò a Bologna. Tutt’altro. Il mio principale desiderio è trovare un ristorante di alto livello dove io possa esprimermi, avere un ampio margine di libertà e creatività. Prima di poterne aprire uno tutto mio”.

La tua famiglia ti segue passo dopo passo vista la tua giovane età. Chi ha creduto da sempre di più in Valerio chef?
“Nessuno si aspettava che potessi arrivare in finale e vincere, ma quando è accaduto i miei sono stati tutti felicissimi, quanto me. Mio babbo Roberto, mia mamma Monica, mio fratello Lorenzo… Ogni volta che mi arriva una proposta lavorativa mi confronto con loro, anche se ho già un mio agente”.

Rivedendoti in tv c’è un aspetto di Valerio che non è emerso?
“Non direi, sono sempre stato me stesso, e mi sembra si sia visto. Non c’era nessuna battuta programmata. Forse nel montaggio delle varie scene hanno amplificato un po’ troppo la mia agitazione (ride) ma ci sta. Fa parte di me”.

La celebrità che prezzo ha?
“Sicuramente hai molto meno tempo per te e devi imparare a gestirti, in termini di tempo, ma anche di priorità. È tutto molto bello ma alla lunga diventa anche pesante. Ci sono cose che quando sei sempre via, perdi.  Anche con le amicizie, il tempo è sempre meno. Ma sono molto tranquillo e per ora mi godo questo periodo di eventi”.

Hai ancora un po’ di tempo per i tuoi hobby, a parte la cucina?
“Sì, qualche volta vado a giocare a calcetto con gli amici, mi vedo spesso con gli altri ex concorrenti di Masterchef, quando sono in un bel posto per un evento ne approfitto per fermarmi qualche giorno in più. Vado sempre in giro con qualcuno e non sono mai solo. Mi piace ovviamente provare i ristoranti del posto più rinomati, conoscere i prodotti tipici di quel territorio. Ma adoro anche il mare. Sono rientrato da poco dalla Sardegna, prima ancora sono stato a Malta. Ho fatto in tutto due settimane di vacanza”.

Raccontaci della tua più grande passione: com’è nato tutto?
“In casa, guardando cucinare più che altro mio babbo e mio fratello. Nessuno in famiglia è ristoratore quindi si è costruito tutto col tempo. Poi è arrivato il provino per Masterchef. E lì abbiamo capito che poteva essere qualcosa di più di un semplice hobby”.

Il primo piatto preparato nella tua vita?
“Non uno in particolare. Diciamo che da romagnolo ho sempre amato le basi della mia terra e la pasta fresca”.

La tua cucina però ama le sperimentazioni. Qual è ad esempio la ricetta che hai inserito nel tuo libro Mistery Boy di cui vai più orgoglioso?
“Sono tutti piatti che mi piacciono ma ce n’è uno che ho voluto inserire più che altro per sfizio perché l’ho proposto anche in finale: il mare a cucchiaio con spuma di plancton. Ingredienti: patate, capesante, fave di cacao, mirto, cerfoglio, timo, olio evo e naturalmente plancton. Un piatto irripetibile visto che il plancton costa parecchio, 15 grammi anche 90-100 euro. Le ricette del libro non sono molto difficili perché quando l’ho scritto non avevo ancora vissuto le esperienze di oggi. Ma si tratta sempre di cucina di un certo livello, il libro esprime questa mia voglia di andare oltre”.

Vuoi dare un consiglio a chi, come la sottoscritta, odia stare ai fornelli?
“Consiglio di provare, senza insistere però. La cucina ti dà mille soddisfazioni ma è anche molto faticosa, non è solo quello che vediamo nei programmi televisivi. Si va avanti a livello professionale solo se c’è dietro una grande passione. Per fare solo un esempio, io e Cristina (Nicolini, l’altra finalista di Masterchef, di San Marino, ndr.) per preparare un evento, abbiamo cucinato dalle 7 di mattina alle 3 di notte…”.

Tra un evento e l’altro riesci a trovare ancora spazio per le amicizie e per l’amore. Hai conosciuto Gaia (la fidanzata, ndr.) dopo Masterchef?
“No, la conoscevo già”.

E a lei piace l’arte culinaria?
“Diciamo che lascia fare molto a me, ma ha quelle 4-5 cose che le riescono bene: quando si mette a fare le crèpes o le ciambelline non le si può dire niente!”.

Prima di salutarci, vuoi svelare ai lettori de ilPonte un segreto per stupire gli ospiti a cena?
“Una ricetta? Sarebbe troppo difficile in due parole. Più che altro mi sento di dare un consiglio: guardate bene le ricette altrui, imparate i procedimenti, ma metteteci sempre del vostro, anche solo un particolare per personalizzare il piatto. E siate curiosi. Ci sono ancora mille cose da scoprire in questo ambito”.

Bastasse così poco…
Alessandra Leardini

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