Il Ponte

Pesci rossi e bimbi down

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acquario fazioNon si placa l’ondata di indignazione per la ”triste vicenda” dell’acquario presente in studio nella trasmissione di Fabio Fazio. Renata Balducci, Presidente dell’Associazione Vegani Italiani, scrive un messaggio al conduttore: “Mostrare pesci prigionieri a tutta l’Italia è una cosa senza alcun senso e anche obsoleta. La nostra realtà è indignata. Lavoriamo costantemente per divulgare il rispetto della vita in tutte le sue forme e siamo rimasti molto delusi che una trasmissione come questa… ecc”. Ci sarebbe da sorridere se non fosse il segno di un mondo sconclusionato che s’interessa della sorte dei pesci rossi “prigionieri”, ma ignora tranquillamente la strage dell’aborto e in particolare di chi ha la sola colpa di essere concepito con un cromosoma in più. Domenica si celebra la giornata nazionale delle persone con sindrome di Down e intanto giunge dall’Islanda la notizia che lì non nascono più bambini Down. Ma la motivazione non è positiva, bensì collegata alle scelte dei genitori che si sottopongono al test prenatale e che, una volta ricevuta la notizia che il feto ha un’alta probabilità di aver sviluppato tale sindrome, decidono di interrompere la gestazione. Ma si sbaglierebbe a pensare che l’isola nordeuropea sia una insignificante eccezione in questa “selezione democratica” della specie. La Germania esibisce dati terrificanti: nove gravidanze su dieci vengono terminate in presenza di quella anomalia cromosomica. In Svizzera, secondo l’Ufficio federale di statistica, meno di 90 persone ogni anno nascono con la Trisomia 21. In Danimarca, nel 2015, con quella disabilità sono nati appena 31 bambini e il Paese si avvia in dieci anni a farli scomparire. Stessa direzione per la Svezia. In Norvegia nove gravidanze su dieci vengono abbandonate. In Olanda siamo al 92% del totale. Appena il 5% dei bimbi trisomici viene al mondo nella penisola iberica. Numeri inesorabili: 306 nati nel 2012, 286 nel 2014, 269 nel 2015. In Francia, paese leader nell’eliminazione dei bambini con trisomia prima della loro nascita, siamo al 96% di aborti. È una strage. Abbiamo cercato i dati riminesi, ma non sono ancora disponibili. Li forniremo quanto prima. E mentre si sta “sradicando” un’intera classe di esseri umani, abbiamo anche la ipocrisia di un’indignazione collettiva quando vengono derisi o picchiati da qualche stupido bullo… Poiché la trisomia 21 non è affatto una malattia, dobbiamo chiamare l’aborto di tanti bambini per quello che è: selezione eugenetica. Insomma, coi tempi che corrono, per come qualcuno s’impegna a difendere la vita, meglio essere pesci rossi che bambini down.

Giovanni Tonelli

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