Dieci motivi per cui sono credente

15 marzo 2013 | 9:00
RIMINI: La risposta della fede alle ragioni dell’ateismo filosofico, scientifico e... pratico
Dieci motivi  per cui sono  credente
In un pomeriggio estivo del 2009, appena pochi giorni dopo il mio arrivo in questa parrocchia, arriva un giovane che mi chiede di essere cancellato dal registro dei Battesimi, dicendo: “Non voglio avere niente a che fare con la Chiesa Cattolica, che ha fatto le crociate, è stata spesso dalla parte dei potenti, è contro i matrimoni degli omosessuali”. Da quel giorno ad oggi, quasi una decina di persone mi hanno chiesto la stessa cosa.
Ogni volta che accade mi tornano in mente le sarcastiche parole con cui il filosofo francese Sartre chiude uno dei suoi libri più famosi contro la religione: “Padre nostro, se sei nei cieli restaci, e non ci disturbare più!.” (La noia, J. P. Sartre).
Viene chiamato “secolarismo” quel fenomeno per cui l’uomo contemporaneo sembra poter fare a meno di Dio. Molti ritengono che il secolarismo abbia la sua origine nel 1700, il secolo dell’esaltazione della ragione e dell’abbattimento di ogni verità rivelata, e di ogni forma di conoscenza dogmatica, e di ogni autorità morale. In realtà si tratta di qualcosa di molto complesso, poiché l’attuale “secolarizzazione”, termine con cui si indica l’abbandono della pratica religiosa da parte di molti, è dovuto a molti fattori, che potremmo sinteticamente riassumere così:

a) Ragioni di tipo filosofico: la filosofia degli ultimi secoli ha messo al centro dell’universo l’uomo, con le sue capacità, rendendolo protagonista unico della storia e del suo destino, ed ha così progressivamente emarginato Dio, avvertito come un limite, un despota autoritario e quasi antagonista dell’uomo.
Anche l’ateismo cosiddetto ideologico (marxismo, positivismo, …) ha percorso questa strada, sottolineando come l’uomo possa risolvere tutti i suoi problemi facendo a meno di Dio.

b) Ragioni di tipo scientifico-culturale: l’enorme sviluppo delle scienze, con la possibilità di capire sempre meglio i segreti della natura e le leggi che regolano l’universo, hanno creato l’idea che l’uomo possa conoscere tutto della vita, e che Dio sia ormai un mistero inutile. La psicanalisi e le neuro-scienze hanno svelato alcuni meccanismi profondi dell’animo umano, concludendo che l’uomo è solo materia, e che la spiritualità è il frutto di bisogni ed emozioni del tutto naturali.

c) Ragioni di tipo pratico: le grandi trasformazioni sociali che hanno cambiato la vita dell’uomo, hanno creato condizioni di vita per cui Dio appare come poco significativo, e non serve più; il benessere, la cultura del produrre e consumare, l’immagine considerata più importante dell’essere, hanno finito per azzerare le grandi domande esistenziali sul senso della vita.

Fa parte di questa idea, anche quello che viene chiamato ateismo pratico, cioè il non porsi domande sull’uomo e sulla storia. La filosofia pragmatica ritiene non ragionevole interrogarsi nei confronti di un Dio che si rivela in modo così parziale, che quasi gioca a nascondino con noi, e che non è in grado di impedire i grandi mali che affliggono l’umanità (malattie, guerre, eventi catastrofici, ingiustizie, crudeltà, …). Si arriva a dire che dopo Auschwitz e i campi di sterminio della 2ª guerra mondiale, se Dio è rimasto in silenzio, significa che non esiste; o magari è morto, come canta Guccini in una delle sue più belle canzoni degli anni ’60.

È ancora possibile oggi credere in Dio?
È ragionevole credere? A cosa serve la fede?
Quale percorso bisogna fare per arrivare ad incontrare Dio?

Per rispondere in modo compiuto a queste domande bisognerebbe esaminare un trattato di filosofia e teologia, e prendere in considerazione dettagliata tutte le cose dette fino ad ora. Cosa che qui risulta molto difficile... e neppure necessaria; per avere fede servono poche cose… concretezza e buonsenso… onestà intellettuale… osservazione senza pregiudizi della realtà… dell’uomo e della sua natura… della vita e delle sue dinamiche… quella intelligente semplicità a portata di tutti… del sapiente e dell’uomo della strada. Preferisco dire i motivi per cui io sono credente, le ragioni che mi hanno portato alla fede, le motivazioni per cui continuo a camminare nella fede.
Li dico in 10 punti.

1. Credo nell’uomo, in questa stupefacente e unica creatura che in tutto l’universo risulta così originale; credo nelle sue emozioni, nella sua arte, nella sua capacità di amare e pensare. Credo nell’uomo e nei suoi desideri più profondi, nel suo bisogno di eternità e di bellezza, nella sua esigenza di una giustizia ben più grande di quella che riusciamo a costruire noi. Credo che il nostro cuore sia fatto per arrivare fino alle stelle, e oltre…

2. Credo nella vita, in tutta la sua bellezza, in tutta la sua drammaticità, in tutta la sua straordinaria complessità, in tutto il suo mistero apparentemente inestricabile, a volte apparentemente assurdo, ma in realtà profondamente buono, più buono di ogni male di ieri, di oggi e di domani. Credo che la Forza inesauribile della vita contenga in sé qualcosa di Grandioso, Immenso, un Soffio Vitale, uno Spirito Divino… che và ben aldilà di ogni morte.

3. Credo alla scena di questo mondo, che ci appare magnifica e pur sempre passeggera con tutta la grandezza delle sue sterminate galassie e infiniti pianeti; e con tutta la piccolezza dei suoi invisibili atomi e microscopiche operazioni. Credo che tutta questa immensità di luci, di colori, di notti e di silenzi, non sia frutto del caso, ma di una Mente e di un Cuore.

4. Credo che tutto il cosmo e i miliardi di persone che vi hanno abitato e vi abiteranno, sono il frutto dell’esplosione della gioia di Dio, che si riversa all’esterno dell’amore Trinitario.

5. Credo che quell’Uomo straordinario che ha affascinato e conquistato i suoi contemporanei con i prodigi del suo amore e della sua misericordia, non sia solo un uomo, ma Dio stesso fatto carne e sangue come noi, unico e irripetibile.

6. Credo che nella Risurrezione, nel suo Corpo tornato vivo dopo la morte, visto e toccato da molti testimoni, gente comune come me e come te. Erano contadini e pescatori, come Pietro e Andrea, oppure intellettuali come Giovanni e Paolo, o donne come la Maddalena e Veronica. Gente normale, come noi, che dopo averlo visto Risorto hanno dato tutto per Lui, fino al martirio. Non erano fanatici, né illusi, e neppure disonesti speculatori; lo hanno visto in Croce e tre giorni dopo lo hanno visto vivo, ha parlato e mangiato con loro. Per questo è del tutto ragionevole credere alla loro testimonianza come è del tutto ragionevole credere che un uomo un giorno abbia poggiato i piedi sulla luna. E credo che l’Eucarestia sia il suo Corpo e Sangue donati a noi per sempre.

7. Credo a quei 4 piccoli libretti,i Vangeli, che dopo 2000 anni sono ancora letti e riletti da un fiume di persone, che hanno sfidato e resistito a tutte le ricerche archeologiche, filologiche, storiche; che nessun papirologo, né storico, né ricercatore è riuscito a smentire, nonostante i mille tentativi di dimostrarli falsi o inventati.

8. Credo alla Parola di Dio, come storia di un popolo nel quale Dio si è rivelato, credo nei profeti e in ciò che hanno detto, e che si è realizzato in Gesù.

9. Credo nella fede delle tante persone della nostra comunità, uomini e donne che ogni Domenica si radunano nel suo Nome, e che cercano di vivere secondo la Sua Parola, nonostante fragilità e incoerenze, momenti di dubbio e fatica, come accade a me e a te.

10. Credo nella Chiesa, istituita e voluta da Gesù, come comunità di fratelli e sorelle. Questa Chiesa che può avere sbagliato e fallito tante volte, ma che continua a essere il luogo dove lo Spirito soffia e raduna coloro che liberamente vi aderiscono.
Credo Signore, ma Tu aumenta la mia fede!

don Paolo Bernabini
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