Buone notizie (da verificare)

16 marzo 2012 | 9:00
RIMINI: Lunedì sera 12 marzo. Al cinema Settebello proiettano The Black Balloon...
Lunedì sera 12 marzo. Al cinema Settebello proiettano The Black Balloon. È il primo film proposto dall’associazione Rimini Autismo per aiutare la città a conoscere la realtà che colpisce tante famiglie ed “aiutare a non stupirsi se questi ragazzi assumono comportamenti diversi da quello che è l’uso comune”. Arrivo con un bel gruppo di adolescenti, con qualche minuto di anticipo, ma non c’è posto, se non in piedi o seduti su per le scale. La sala grande del Settebello è stracolma oltre ogni limite di sicurezza. Ma è fantastico. Molti sono ragazzi, giovani, ma anche papà e mamme, professori ed educatori. Una risposta eccezionale a fronte del coraggio di un gruppo di genitori di ragazzi autistici, che non si compiangono, non maledicono, ma raccontano con il sorriso quello che a noi appare un dramma e che invece loro ci dicono essere una opportunità di crescita per tutti. Bellissime e sofferte storie d’amore quotidiano illuminate da un film realistico, coraggioso e duro, com’è del resto la loro vita.
Sempre lunedì, alla stessa ora, nella vicina Sant’Agostino, Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, interviene al Quaresimale proposto dalla Diocesi. Sono almeno ottocento le persone che lo ascoltano parlare di Gesù, del Figlio di Dio, del suo Vangelo. Racconta dell’amore di Dio, “un amore che l’uomo non deve mai meritare, ma solo accogliere”. Anche in chiesa molti sono in piedi oppure seduti per terra o sugli scalini degli altari laterali. Ti guardi intorno e ti accorgi che accanto a te ci sono anche persone che conosci e che sai non credenti, o comunque in difficoltà con la fede. Ma anche allora Gesù parlava a tutti, senza distinzione.
Martedì 13 marzo pomeriggio. Mi ritrovo nella buchetta delle lettere il sacco del campo lavoro missionario con il volantino che ne spiega motivi e obiettivi, un invito personale a non trasformare quel gesto in un momento di raccolta differenziata, ma di riflessione sul nostro stile di vita, sulle scelte quotidiane, nella coscienza che semplicemente, con quel gesto, restituiamo un po’ di quello che come mondo ricco abbiamo depredato per tanto tempo, per cui “non può essere considerato un atto di carità ciò che è dovuto per giustizia”. È il primo momento di un “campo” che mobiliterà migliaia di volontari di ogni età, impegnati nel servizio dei poveri del mondo, che tramite l’amicizia dei nostri missionari, sono diventati anche nostri fratelli.
Di solito ci raccontiamo fatti tristi, cattive notizie. Ma è proprio vero che la gente è così egoista, ignorante, stupida, violenta? Non so rispondere con certezza. Tante cose, però, mi dicono che, anche se in maniera confusa, forte è il desiderio di cambiare.

Giovanni Tonelli
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