Luigi Nelson, il generale di Viserba

01 marzo 2012 | 9:00
RIMINI: Arrivato nell’allora denominata “Abissinia” nel 1884, sarà lui a “scovare” l’acqua della Sacramora facendola analizzare a Bologna, che ne dichiarò la natura di “acqua purissima”
Luigi Nelson, il generale di Viserba
“Rataplan non ho paura/delle bombe e dei cannoni/sarà quel che sarà...” amava canticchiare il Generale Gr. Uff. Luigi Nelson Pirzio Biroli, nato nel 1859 da famiglia piemontese nella Nizza Marittima ancora italiana, morto novantatreenne (1952) a Viserba di Rimini. E nel contempo raccomandava al nipote Roberto “Non fare mai il militare... la guerra è una cosa atroce”. Questo ed altri gli indelebili ricordi della nipote Marianella Pirzio Biroli Sclavi.
Marianella e il fratello Roberto, figli di Maria Luisa Sambo e di Umberto Pirzio Biroli, figlio a sua volta del Generale Luigi Nelson e di Nella (Alessandrina) Pachierotti, (scomparsa prima del marito), ricordano con giusto orgoglio la figura del valoroso nonno Luigi Nelson: Capitano dei Granatieri di Sardegna con caserma in via Castel Fidardo a Roma, Ispettore generale dell’Areonautica, Comandante la Divisione di Padova, Generale di Corpo d’Armata, Grande Ufficiale, protagonista di gloriose imprese in tutte le guerre fino alla Prima Guerra Mondiale.
Arrivato nel 1884 nella Viserba denominata allora Abissinia, il Generale Gr. Uff. Luigi Nelson Pirzio Biroli non tradirà mai la cittadina romagnola, dove un giorno, andando a caccia col cane in quella zona tutta dune e sabbia fino al mare, vede l’animale bere con gioia da piccoli zampilli d’acqua presenti lungo la strada. Riempita d’acqua una bottiglia, la fa analizzare a Bologna:“acqua purissima” il verdetto. È la famosa acqua della Sacramora. La passione per Viserba lo stimola all’acquisto di vasti terreni e alla costruzione d’una bella villa coloniale a due piani immersa in un gran parco. Divisi poi i terreni in piccoli lotti, venduti a parenti e amici con l’impegno di ciascuno a costruirvi una villetta a un piano, il Generale dà il via alle eleganti abitazioni con fontanelle d’acqua purissima che faranno di Viserba la “Regina delle acque”.
Le nozze d’oro del Generale Luigi Nelson Pirzio Biroli con Nella Pachierotti, discendente del ricchissimo cantante Gaspare Pachierotti, padre adottivo di un giovane nipote (futuro padre di Nella Pachierotti), hanno gran rilievo sulla stampa: “Questa mattina 28 novembre 1891 alle ore 10, nella suggestiva Chiesa dei Cappuccini (Santo Spirito), verranno festeggiate con mistica cerimonia, le nozze d’oro dei coniugi Luigi Pirzo-Biroli e Donna Nella Pachierotti (…). Caratteristica e mirabile figura di soldato, il Generale gr. Uff. Luigi Nelson Pirzio Biroli riusciva con ferma azione di coraggio a salvare il carreggio e a riunire gli sbandati della II Armata (...) disponeva gli animi e le armi per l’offensiva finale vittoriosa”. (Corriere Padano). a lui è intitolato il Parco di via Curiel, presso la stazioncina di Viserba.

La storia si rincorre...
Anche il figlio Umberto nato a Viserba, diventa militare di carriera: Tenente Colonnello, Ufficiale Maggiore, Corriere Diplomatico, Direttore Generale della Ford argentina, gentiluomo, cacciatore in Africa...
Ed è in Africa che nel ‘36 conosce Maria Luisa Sambo, figlia unica di un ricco mercante veneziano in perenne viaggio con bauli carichi di stoffe preziose. Nel ‘37 il matrimonio ad Asmara.
“Non molto tempo dopo il matrimonio siamo tornati a Viserba, ancora un piccolo paradiso con tutte le fontanine in ogni casa che buttavano acqua estate e inverno: un getto continuo e freschissimo” ricorda Donna Maria Luisa Sambo Pirzio Biroli nel libro Viserba... e Viserba (di autori vari, Luisé,Rimini 1993). Con la guerra i Pirzio Biroli sfollano a Ciola e a San Marino, poi vendono villa e terreni a Semprini e realizzano un grande condomino (angolo vie Palotta - Dati), di cui abiteranno due appartamenti fronte mare. È qui che la novantacinquenne Donna Maria Luisa (amatissima dai suoceri) continua a vivere confortata da affetti e ricordi. Ed è qui che la figlia Marianella mi parla dell’infanzia, del nonno che seduto al sole nel giardino della villa in compagnia dell’inseparabile bastoncino le insegna con dolcezza canzoncine e filastrocche, del bel rapporto del Generale con le persone semplici. “Nonostante si sia fatto tutte le guerre fino alla Prima Guerra Mondiale compiendo gloriose imprese, il nonno si è sempre sentito parte del popolo che ha l’umanità delle persone semplici, positive. Lui ci ha insegnato i valori dell’onestà, della sobrietà, della meritocrazia, delle armi al nemico, valori che sento profondamente miei. So bene quanto il rapporto del nonno con i gerarchi fascisti sia stato critico e ricordo, come fosse ieri, il tono di amarezza con cui ci parlò di un fatto accadutogli durante la Prima Guerra Mondiale, quando puntò la pistola contro gli sbandati soldati della II Armata perché non scappassero. I soldati non scapparono, il nonno concluse un’altra gloriosa impresa e fu encomiato, ma il ricordo di quella pistola puntata contro i suoi l’ha sempre addolorato”. Poi chiarisce quanto siano state importanti per lei e il fratello Roberto le positive figure dei genitori. Il padre, che parlava cinque lingue e amava i libri di divulgazione scientifica e le biografie, trascorreva gran tempo nella grande biblioteca di casa che conteneva persino intere collezioni del Rider Didgest americano. “Nostra madre, appassionata di musica, letteratura ed esplorazione, come suo padre, non ha per questo disdegnato il lavoro. Nei tre anni vissuti in Brasile ha collaborato con una Casa di Moda, una fabbrica di souvenir, confezionato giocattoli in panno lenci e tant’altro. Per i nostri genitori era importante che anche noi figli apprezzassimo il lavoro. Quando la nostra villa si è trasformata in Pensione Paradiso nessuno si è sottratto al lavoro. Io ho dato il mio contributo come cameriera. A undici anni mio fratello Roberto, apprendista nell’officina meccanica di Tonino Tognacci (formatore di meccanici e primo venditore d’auto ai viserbesi), tornava a casa sporco e unto ma felice”. Roberto è stato pilota militare e di compagnie private. Una nuova generazione di militari... perché la storia non si ferma

Maria Pia Luzi
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