RIMINI: -30,8 milioni nel primo semestre 2010. Ioni: “Siamo vicini a imprese e territorio”. Prima le bacchettate degli ispettori della Banca d’Italia, ora i conti semestrali col segno meno. L’autunno della Carim è decisamente rosso...
Prima le bacchettate degli ispettori della Banca d’Italia, ora i conti semestrali col segno meno. L’autunno della Carim è decisamente rosso, anche se i vertici del più importante istituto di credito della provincia non lo sentono come il colore della vergogna.
“L’ispezione di BankItalia è un atto normale, ai rilievi risponderemo presentando le nostre controdeduzioni. E il bilancio pesante è frutto di una strategia per non lasciare a terra il territorio” sono le risposte che arrivano dai saloni di piazza Ferrari.
Il primo a prendere la parola è il presidente Giuliano Ioni. Rilegge quella cifra - una perdita nel primo semestre 2010 di 30,8 milioni - e prova a spiegarla come frutto del difficile contesto economico e dei consistenti accantonamenti a presidio dei finanziamenti richiesti. I numeri, in questo caso, parlano da soli: si è passati dai 9 milioni accantonati nello stesso periodo del 2009, agli attuali 96. Un aumento esponenziale che Ioni si affretta a chiarire:
“accantonamenti prudenziali, non perdite. - ribadisce il presidente di Banca Carim -
Avremmo potuto fermarci prima, ma l’economia locale ne avrebbe sofferto.” Sarebbe insomma la
mission stessa dell’istituto ad aver condotto la Cassa di Risparmio di Rimini ad affiancare in questa crisi la piccola e media impresa riminese ben oltre i limiti di prudenza consigliati dai banchieri.
Prudenza e territorio, le parole chiave usate dai vertici dell’istituto di credito; ma come si conciliano con i conti? È il direttore Alberto Martini a dare i numeri. La raccolta diretta ammonta a 3 miliardi 718 milioni di euro (-0,59%), mentre l’indiretta cresce del 16% e raggiunge quota 1.939 milioni. La raccolta globale cresce del 4,55%, attestandosi a 5.657 milioni. Un altro dato negativo è quello relativo al rapporto tra sofferenze lorde e impieghi lordi: +4,33%.
Il rapporto semestrale evidenzia la sofferenza economica della banca, che pure è in crescita, come attesta il maggior numero di sportelli (116 filiali in totale, 54 solo in provincia di Rimini) e dipendenti (+41), che diventano così 841, dei quali 565 a Rimini e provincia.
Resta tutta da giocare la partita con BankItalia, che
“sta esercitando un controllo puntiglioso - rileva il vice presidente Gianluca Spigolon -
che non viviamo come un attacco alla nostra sovranità” ma quasi come un pungolo a una maggiore professionalità. Sui rilievi avanzati da Banca d’Italia, i vertici di piazza Ferrari tengono la bocca cucita. La vicinanza con San Marino ha fatto aumentare l’attenzione. Banca Carim ha 30 giorni di tempo per presentare le proprie controdeduzioni (di solito prorogate a 60 giorni). Poi l’ente del governatore Draghi deciderà in 240 giorni se archiviare la pratica riminese o passare alle sanzioni amministrative.
Paolo Guiducci
Nella foto i vertici di Banca Carim (il presidente Ioni a destra) impegnati a spiegare i conti in rosso. “Prudenza e territorio” (foto Gallini)