Quella Seconda un po’ indigesta

29 maggio 2010 | 9:00
RIMINI: Ha vinto 4 campionati di Terza. Ma Ivano Zito non è mai salito di categoria. “Il pranzo domenicale dalla suocera è una tradizione irrinunciabile”...
Quella Seconda un po’ indigesta
A.A.A. cercasi squadra per la prossima stagione calcistica. Di annunci così nel bollettino dei mercatini del pallone se ne trovano in abbondanza. D’altronde non si è sempre detto che l’offerta supera la domanda? E allora vai con le richieste, tra procuratori in erba e giocatori pronti a spacciare chissà quale talento in campo. Solo che può capitare di trovarsi di fronte a una richiesta un po’ insolita, che pochi sono in grado di soddisfare. Come quella di voler giocare solo il sabato pomeriggio. Vabbè, agli impegni di lavoro non si può dir di no. Solo che questa volta non è il lavoro il motivo di questa richiesta. E soprattutto non siamo di fronte a una schiappa del pallone, bensì a uno che la butta dentro con una certa facilità.
Il giocatore in questione è Ivano Zito, sammaurese d’adozione, centravanti per passione, numero nove moderno: tanto movimento per la squadra, gol che arrivano e che pesano nel corso dei campionati. Zito, a suo modo, ha stabilito una sorta di primato da invidia: quattro campionati di Terza categoria vinti con altrettante squadre diverse, con annessa impossibilità di potersi godere la meritata (e sudata) promozione nella categoria superiore per colpa di un motivo di forza maggiore: il pranzo domenicale della suocera. Impossibile dir di no al richiamo dei succulenti sapori di una bella tavola imbandita, tanto più da chi ti tratta come un figlio. E così il buon Zito, il sabato si ritrova a gonfiare la rete, la domenica la pancia, come fosse una situazione di continuità. Solo che se la seconda lascia il suo bel sapore, la prima si porta dietro un retrogusto d’amaro: il non poter giocare nella più allettante e spesso stimolante, Seconda categoria, dove suo malgrado si gioca la domenica. Così è stato la prima volta con l’Atletico San Mauro, la seconda col Borghi, poi è arrivato il Gatteo, e adesso, l’ultima perla col Villamarina, di cui proprio Zito ha contribuito al salto di categoria con una doppietta nell’ultima di campionato. Ma quel pranzo domenicale è così irrinunciabile? “Difficile trasgredire alle tradizioni familiari. Tanto più quando si tratta di abitudini che sono consolidate da tempo”, racconta Zito col sorriso sulle labbra. E ora quale sarà la prossima squadra da far salire di categoria? “Sono ancora alla ricerca, anche perché la stagione è terminata da poco. Per ora assaporo gli ultimi festeggiamenti col Villamarina, poi mi guarderò in giro. Ovviamente la condizione è una sola, e sempre la stessa: che si giochi al sabato. È l’unica clausola che richiedo, sul resto posso trattare su tutto”.

Filippo Fabbri
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