RIMINI: Dodici ragazzi delle superiori riminesi e alcuni loro insegnanti in Africa. Quindici giorni di campo di servizio presso l’ospedale di Mutoko. ’Progetto’ iniziato nel 1998 con lo sbarco in Albania, Tanzania ed Etiopia

Non hanno fatto neppure in tempo ad incorniciare il diploma di maturità che hanno già le valigie pronte. No, nessun viaggio alla Muccino: l’aereo che decolla in direzione Zimbabwe e gli obiettivi sono chiari ben prima della partenza: vivere con grinta il tempo dell’estate dando senso allo studio attraverso pace, giustizia e solidarietà. Laura e Chiara sono pronte a volare in Africa per due settimane (dal 29 luglio al 13 agosto) insieme ad altri dieci ragazzi per portare ai loro coetanei e ai bambini più piccoli un po’ di quella esperienza che loro hanno già vissuto a scuola, in parrocchia, dentro Azione Cattolica e Fuci. Per non partire come un’Armata Brancaleone, il “check-in” lo hanno fatto prima in Vescovado: ad attenderli don Aldo Fonti, direttore dell’Ufficio Missionario, e la dottoressa Marilena Pesaresi, il “leone che sa” nella lingua africana. I volontari accompagnati dagli insegnanti di religione e Assistenti di Azione Cattolica Giovani e Ragazzi, don Giampaolo Rocchi e don Alessandro Zavattini, sono accolti insieme ai genitori.
“Due le attività principali che andremo a svolgere presso il villaggio di All Souls-Mutoko: - spiega don Giampaolo Rocchi, ancora alle prese con le valigie da preparare -
costruire un ponte «da studente a studente» e «da scuola a scuola», potenziando alcune attività sportive e oratoriali nel villaggio vicino alla clinica; e individuare mini progetti per il sostegno della clinica, in particolare «Operazione Cuore» così da sostenere interventi al cuore per bambini da eseguire in Italia”. L’intenzione è quella di proseguire il rapporto, anche a distanza - assicura don Alessandro -
“perché l’esperienza non sia né estemporanea né rimanga isolata e fine a se stessa ma continui a portare frutto in Italia e in Africa”, accopagnando l’opera attraverso iniziative, incontri e progetti di autofinanziamento a Rimini.
Attraverso attività diverse, in Tanzania gli studenti (tra i diciassette e i diciannove anni) sono riusciti nell’impresa di aiutare la realizzazione di un dispensario, un pozzo d’acqua potabile e iniziali forme di scuola di formazione nel piccolo villaggio di Guandumenhi, diocesi di Mbulu.
“Tante scoperte, un’esperienza straordinaria: - è il commento entusiasta di Ambra Sartini, una del gruppo Tanzania -
quello che ho ricevuto è ben superiore a quel poco che assieme ai miei amici ho portato laggiù”. Un’esperienza così fruttuosa non poteva essere abbandonata: così dopo l’Albania e la Tanzania, i giovani sono sbarcati in Etiopia. Ed ora “puntano” sullo Zimbabwe.
Alla base del progetto ci sono forti motivazioni umane e sociali.
“Ad esempio, c’è l’intenzione di promuovere delle forme di cittadinanza attiva come educazione alla mondialità, al dislivello socio-culturale ed economico tra nord e sud del mondo. - spiega il responsabile don Giampaolo Rocchi -
viaggi di condivisione come «laboratorio» sono considerati importanti per formarsi ai diritti di convivenza civile, con riferimento ai contesti sociali sempre più multietnici e multi religiosi che i giovani riscontrano nei loro ambienti di vita (scuola, lavoro, tempo libero). L’educazione e la formazione ai diritti umani ed inalienabili della persona, sono poi una condizione per avviare una cultura di pace e giustizia, di solidarietà e di cooperazione internazionale”..
“La Chiesa è per definizione missionaria, anzi la garanzia dell’autenticità della Chiesa è che essa sia missionaria! - aggiunge il direttore dell’Ufficio Missionario diocesano, don Aldo Fonti -
È la passione e lo slancio di questa Chiesa che si vuole incontrare, condividere, sperimentare e, in un qualche modo, sostenere. I «campi-viaggi» non si caratterizzano come un’azione di «proselitismo», l’intento in realtà è quello di porre domande e suscitare scelte e atteggiamenti liberi nelle persone”.
I dodici ragazzi a All Souls-Mutoko saranno impegnati con l’animazione per bambini orfani e altri amici, ma anche per imboccare, cambiare i vestiti e giocare. E ancora lavori di giardinaggio, di falegnameria e idraulica. Due di loro indosseranno camice bianco e cappellino d’ordinanza per aiutare la cucina dell’ospedale, altri saranno impegnati a scuola e nell’allestimento di campi sportivi. Ce n’è per tutti e per tutti i gusti, in questa palestra di condivisione, creatività e gratuità.
(p.g.)