Paese che vai, vivente che trovi!

25 dicembre 2008 | 9:00
RIMINI: Cresce la tradizione del presepe vivente, un gesto di popolo e pubblico. Accanto a quelli “classici” della Karis e di Montescudo, ecco le new entry. Collegamenti con la Terra Santa. Tanti figuranti ma non è un teatrino.
Paese che vai, vivente che trovi!
Piccolo o di grandi dimensioni, artistico o essenziale, di ceramica oppure vivente. Comunque sia, non un soprammobile ma un mezzo che aiuta a mettersi di fronte alla nascita di Cristo. È Natale, e la tradizione del presepe (inventato “vivente” a Greccio nel 1223 da san Francesco) a Rimini non accenna ad affievolirsi. Anzi, negli ultimi anni è rinvigorita. Lo attestano gli innumerevoli presepi allestiti - oltre che nelle abitazioni private - da parrocchie, enti o associazioni.
In particolare, sembrano aver trovato nuova linfa quelli “viventi”. Un gesto di memoria, lo chiamano gli organizzatori. È il presepe vivente organizzato dalla Karis Foundation che coinvolge bambini e genitori delle scuole paritarie. A Rimini è in programma sabato 20 dicembre (ore 15) dal sagrato del Duomo con la presenza del Vescovo di Rimini. Si animano i “quadri viventi” e i bivacchi allestiti all’Arco d’Augusto, in via Serpieri e nel p.le Gramsci. Centinaia i figuranti. Conclusione prevista alle 17.30 all’Anfiteatro Romano.
Ad organizzare il vivente di Miramare ci ha pensato L’Istituto comprensivo (scuole primarie v. Pescara e Villaggio Nuovo, scuole infanzia Marebello, scuole secondarie I grado A. Di Duccio, e scuola dell’infanzia paritaria Don Masi). Sabato 20 dicembre si parte alle 14.30 dal parcheggio di via Marconi e, seguendo via Oliveti, si raggiunge la chiesa parrocchiale.
Una novità 2008 è il presepe vivente della Sacramora. “A tutti gli uomini di buona volontà” è lo slogan proposto. La parrocchia di San Vicino di Viserba lo promuove domenica 21 dicembre dalle ore 15.30. La partenza è in spiaggia, di fronte al “Novecento”, i protagonisti sono i bambini del catechismo che lungo via Pallotta attraverso stazioni realistiche raggiungono la Capanna posizionata nella piazzzetta della chiesa. Previste anche botteghe artigianali, mestieri e stand gastronomici. Le offerte raccolte andranno per il sostegno a distanza di sei bambini brasiliani.
Prima volta anche a Verucchio: domenica 21, nel pomeriggio, sarà allestito un presepio vivente a cura dell’Associazione “VIVA”, vicino all’albero natalizio, in piazza Malatesta.
Terza edizione per quello indetto dalla parrocchia di S. Martino Montelabbate: domenica 21 dicembre si parte alle ore 14.45 dal Villaggio San Martino.
Nuovo ingresso tra i “viventi” anche per la parrocchia riminesi di San Gaudenzo, che lo propone domenica 21 dicembre alle ore 15 per le strade del Borgo. “È un gesto di grande valore educativo e comunitario, - dicono gli organizzatori - perché «parla» in maniera anche emotivamente coinvolgente ai protagonisti e a coloro che partecipano o assistono. E quando il presepio vivente si svolge in luogo pubblico, diviene anche testimonianza di fede cristiana oltre che di tradizione e di cultura”.
Il presepio sarà interpretato da bambini e ragazzi. Quattro le tappe previste. Davanti alla chiesa sarà rappresentata la scena dell’Annunciazione. Ci si recherà, al suono di canti natalizi, al lavatoio per il bando del censimento di Betlemme. Successivamente, nel parco scuole Toti, l’Angelo annuncerà ai pastori la nascita del Salvatore, per ritornare alla piazza della chiesa per l’adorazione dei Magi. Alle ore 17, in chiesa, il Coro San Gaudenzo con il Coro dei Bambini, proporrà il Concerto di Canti di Natale.
È una tradizione il presepe di Savignano, organizzato il 21 dicembre dalla scuola materna V. Emanuele II, un corteo nel centro del paese. Per la prima volta partirà alle 15 dalla piazzetta del Mulino per terminare, attarverso corso Vendemini, in Collegiata dove i bambini cantano e i figuranti portano i doni. La prima scena riguarda San Francesco e la nascita del presepe. Previste numerose stazioni a cui partecipano centinaia di bambini e genitori.
Anche Misano Monte introduce quest’anno il presepe vivente (scomparso da 10 anni). Domenica 21 dalle 15 alle 18, parte da piazza Castello (Nazareth) e arriva sul piazzale della Chiesa (Betlemme). Traccia sonora, cinquanta figuranti, soldati romani a cavallo e i Magi che arrivano in chiesa per l’adorazione.
È già una tradizione, invece, quello di Montescudo. Domenica 21 dicembre va in scena la terza edizione con nuovi effetti scenografici e collegamento con la Terra Santa. Proposto dalla Parrocchia dalle 20.30 in poi, vanta i costumi dell’epoca realizzati da una équipe di sarte e artigiani. Almeno 150 i figuranti, accompagnati dalla musica degli zampognari. Alle 21.30 presso la casa di Maria avrà inizio la Sacra rappresentazione: l’Arcangelo Gabriele giungerà dal cielo, portando l’Annuncio che cambia il volto della storia.
La contemplazione della natività sarà arricchita dai canti dei cori parrocchiali di Montescudo e Trarivi, mentre, in collegamento telefonico dalla Terra Santa, interverrà Sua Beatitudine Mons. Fouad Twal, Patriarca latino di Gerusalemme. Questo gesto di comunione con i cristiani che abitano nei luoghi di Cristo riafferma lo scopo del Presepe: “riproporre la nascita di Gesù come un Avvenimento presente, unica vera speranza per l’uomo di ogni tempo”. La Pro Loco offrirà castagne e vin brulè per tutti, sindaco e membri della Giunta comunale interpreteranno i Re Magi.
La tradizione religiosa rivive a Montefiore Conca. Giunto alla XVII edizione, il presepe ritorna dopo due anni di assenza per i lavori alla Rocca (ingresso a pagamento: 3 euro per adulto). Una trentina gli episodi rappresentati, che si snodano lungo un percorso che culmina con la Natività allestita nell’Arena della Rocca Malatestiana. Oltre 150 i figuranti, in costume d’epoca, impegnati a far rivivere come in un grande teatro a cielo aperto 30 scene di vita quotidiana dell’antica Galilea, allietate dalla musica natalizia e delle zampogne. Le rappresentazioni del 26 e 28 dicembre e quella del 4 gennaio hanno inizio alle 16,30 per terminare intorno alle 19,30 con la messa in chiesa.

Paolo Guiducci
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