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Nessuno escluso. Con la Caritas da 40 anni

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“Quaranta è un numero sacro nella Bibbia, e molto ricorrente. Quaranta anni nel deserto del popoli di Israele, quaranta giorni di Mosè sul monte, quaranta giorni di Gesù nel deserto, ecc. è una misura di tempo matura, piena, traboccante, che ci permette allo stesso tempo di guardare indietro e di guardare avanti. Con la visuale del retrovisore si comprende di più e ci si può sbilanciare in avanti”. Con queste parole, il Vescovo di Rimini mons. Francesco Lambiasi ha dato il via ai festeggiamenti per i 40 anni della Caritas Diocesana.
Il 18 gennaio 1978, con l’Atto di costituzione del “Centro Pastorale Caritas”, come da proposta del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana, nasceva infatti ufficialmente la Caritas Diocesana riminese. Già dai primi mesi di vita, il servizio e l’impegno di questa “istituzione” si attualizzava per la città di Rimini, i poveri e le persone più in difficoltà, ma anche al di fuori dei confini nazionali.
Ancora il Vescovo: “Quando 10 anni fa sono arrivato a Rimini – ha proseguito mons. Lambiasi – ho trovato una Caritas già matura e in continua crescita. Un servizio pastorale che non si sente mai arrivato.
La Caritas è il cuore, il vero centro della Diocesi che riceve sangue e lo restituisce purificato a tutti”. Il cuore della Diocesi: così il Vescovo ha definito la Caritas in occasione della presentazione del nuovo ambulatorio medico, giovedì 18 gennaio, in apertura di festeggiamenti per il quarto decennale.
Gloria Lisi, oggi vicesindaco e assessore ai Servizi Sociali, nel 2003 è stato il primo obiettore della Caritas (con il nuovo ordinamento). “Nella mia veste istituzionale non ho mai modo di parlare della mia storia personale. – apre così la Lisi – Ricordo perfettamente i festeggiamenti per i 30 della Caritas, oggi siamo qui per celebrare i 40. Quando entro alla Caritas, la prima cosa che penso è: cos’altro possiamo fare? I LEA, ad esempio, non comprendono le cure odontoiatriche, che pure sono le prime cure che i poveri saltano. Dunque, nel domani della Caritas mi auguro ci sia anche uno studio dentistico.
Da soli oggi nessuno riuscirebbe a far nulla o comunque mai tutto. Insieme è possibile.
Parlando ancora della Caritas, questo è il luogo in cui chi ha fede può metterla in gioco. E in un ambiente accogliente. La Caritas, infatti, ha sempre incontrato il mondo laico, chi non ha fede, altre religioni, per tutta la città, per tutto il territorio”.
Quello della Lisi è un assist perfetto per il neo direttore Mario Galasso. “La Caritas oggi è quello che è grazie alla rete che ha messo in piedi sul territorio. Grazie all’aiuto di Anteas, della Croce Rossa, dei Piani di Zona, del rapporto con amministrazioni e istituzioni, dei volontari”. Andrea Gattiani è uno di questi. Anzi, è il dottore che coordina l’ambulatorio medico “Nessuno escluso” inaugurato oggi ma aperto due mesi fa. “Affianchiamo così il centro per la distribuzione di farmaci aperto nel 2013. – dice il dottore lustrando gli occhiali – Siamo un ambulatorio di assistenza di primo livello, non vogliamo sostituirci al servizio medico nazionale ma diamo risposte a chi non riesce a trovarle altrove, e per diversi motivi”. Il desiderio sarebbe quello di scorporare in futuro l’ambulatorio medico da quello di distribuzione di farmaci. Perché? “Spesso le persone cercano ascolto, un colloquio. – fa notare Maria Carla Rossi, presidente dell’Associazione Madonna della Carità – E dal 4 novembre possono trovare questo accompagnamento nell’ambulatorio, oltre a visite e prescrizioni mediche”. 43 le persone che finora han bussato all’ambulatorio, di cui il 30% italiani. Per patologie acute (specie gli stranieri) e quelle croniche. La Rossi rilancia, spendendo un sos a tutto il territorio: “cerchiamo altri medici e farmacisti volontari, per offrire un servizio sempre migliore”. Titini è il “farmacista” della Caritas da cinque stagioni. “Venivo dall’ospedale, pensavo fosse impossibile operare in un posto come questo. Mi son bastati tre giorni per sentirmi a casa mia. Qui le persone si possono guardare negli occhi”. Senza diffidenza ma con il cuore in mano. Annuisce con la testa la giovanissima collaboratrice di Titini, la dott.ssa Chiara Tommasini.

Alcune risposte della Caritas alle richieste dei più bisognosi, sono sotto gli occhi di tutti.
L’ “Emporio Solidale” in appena 18 mesi ha distribuito 600 tessere, aiutando complessivamente 1.800 persone, tra cui 500 bambini. Il 70% dei possessori delle tessere è italiano.
Il “Fondo per il Lavoro” in 4 anni ha raccolto oltre 560.000 euro e permesso a 118 persone uno sbocco occupazionale, in larga parte stabile.
I prestiti erogati da “Famiglie Insieme” si aggirano sui 350.000 euro: rappresentano un sostegno a famiglie che debbono risolvere problemi contingenti evitando di cadere nelle maglie infernali dell’usura.
Operazione Cuore” ha permesso a 200 bambini africani operazioni e cure altrimenti impossibili.
Giro Nonni: ogni giorno dell’anno vengono portati pasti e amicizia a 40 anziani del territorio.
Pasti erogati: 106.719 unità (9.664 in più rispetto al 2015)
Alloggio: 7.798 notti
(In media le persone accolte sono state ospitate per 9 notti, 8 notti nel 2015). Circa 150 i volontari che gravitano attorno alla Caritas: “un esercito silenzioso e instancabile che opera un servizio straordinario” li definisce il direttore.
“Ora occorre superare Forlì” scherza il Vescovo Francesco, facendo riferimenti a dati relativi ai farmaci e alla distribuzione nella diocesi vicina. “La gara del bene è sempre benefica” rilancia il prelato. Il direttore Galasso guarda già più in là: “servirebbe un medico di base per i poveri”. Gli fa eco don Renzo Gradara, per diciassette anni al timone della Caritas, il più longevo direttore della storia del servizio riminese. “Ci sono ancora tante persone in zone d’ombra, persone senza residenza ma anche cittadini dell’unione Europea che però non lavorano e dunque non hanno diritto alla copertura medica, come i rumeni.
I flussi migratori negli ultimi 20/30 hanno portato a interventi diversi perché differenti sono state le esigenze di chi veniva a bussare alla porta della Caritas. Oggi – prosegue don Renzo – è leggermente in calo il numero di coloro che bussano alla Caritas, ma è fortemente in aumento la richiesta di servizi fondamentali (pagamento utenze, scuola, ticket sanitario, etc).
Senza dimenticare che il primo impegno della Caritas è educativo. E il rapporto osmotico con le Caritas parrocchiali, le quali possono stabilire un rapporto diretto, casa per casa, con le persone bisognose che abitano quella precisa zona”. Sono 60 le parrocchie che hanno una propria Caritas: un’avanguardia di preziosa umanità e servizio nei confronti di chi sul territorio vive situazioni di indigenza e bisogno.
Le iniziative per i festeggiamenti della Caritas proseguono sabato 27 gennaio alle ore 14.30 con la presentazione “itinerante” delle attività alla città. “Abbiamo in mente di organizzare un tour in 4 strutture muovendoci con un trenino. – aggiunge Galasso – Lungo il percorso saranno raccontati i servizi che troveremo mentre, nelle strutture, ci saranno momenti di animazione e/o gioco”.
Quattro le tappe dell’itinerario della carità:
– Caritas: servizi di prossimità, mensa, dormitorio, giro nonni, operazione cuore, carcere;
– Casa Betania: immigrazione, Migrantes, progetti di solidarietà internazionale;
_ Emporio: Osservatorio, Fondo per il lavoro, Caritas parrocchiali, rete diocesana;
Centro educativo: servizio civile, attività a scuola e dopo scuola.
Per organizzare gli spostamenti, è consigliato prenotarsi a Mario (391.4762566) o Maria Carla (347.3809350), oppure con email a: caritas@caritas@rimini,.it
Alle 18.15 S. Messa alla Madonna della Scala, presiderà il Vescovo con accanto ex direttori come don Renzo Gradara, don Pier Paolo Conti e don Luigi Ricci. Al termine seguirà un’apericena con consegna di un ricordo della giornata: una piccola pianta con un biglietto con scritto “Fai crescere la solidarietà”.
In questi giorni, Caritas girerà anche un videobox intervistando operatori, volontari e gli ospiti chiedendo o un augurio, o cos’è la Caritas per te. In questo modo tutti avranno la possibilità di intervenire e di lasciare un proprio messaggio.
Paolo Guiducci

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