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Modello Santarcangelo

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Santarcangelo come esempio, come modello. Recentemente nella città clementina, presso la biblioteca Baldini, si è tenuto un ‘Focus sul turismo’, un momento di riflessione e analisi a proposito di un settore fortemente strategico per il nostro territorio, non solo nelle località costiere ma anche nelle le piccole città dell’entroterra. Un incontro dal quale emerge come l’esperienza di Santarcangelo rappresenti un vero e proprio case history per lo sviluppo di soluzioni di promozione turistica e la vocazione a diventare porta della Valmarecchia.

Un lavoro e una strategia di promozione turistica che l’Amministrazione clementina porta avanti con l’utilizzo di diversi strumenti, illustrati dall’assessore al Turismo e allo Sviluppo economico Paola Donini: momenti di concertazione con attività ricettive e operatori del settore, apposito sito internet turistico, valorizzazione dei luoghi più attrattivi della città, una nuova app (Visit Santarcangelo), fino ad arrivare al cortometraggio promozionale Sarà l’aria?.

“Mi ha sorpreso positivamente che Santarcangelo abbia deciso di puntare sul turismo come volano per l’economia del territorio, – commenta l’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini – peraltro con un’analisi in grado di delineare un quadro utile per progettare le iniziative future. Con la sua storia e la sua posizione strategica, Santarcangelo può essere una guida per la proposta turistica della Valmarecchia. Per intercettare la domanda crescente dei prossimi anni e fare il salto di qualità sia in termini di numeri sia di redditività per le imprese, sarà necessario passare da prodotto a esperienza, puntando con decisione all’internazionalizzazione dell’offerta, il potenziamento delle reti di comunicazione e la riqualificazione delle strutture ricettive. Su questi temi la Regione c’è, e mette a disposizione finanziamenti, supporto organizzativo e coordinamento”.

La ricerca

Intervenuto al focus anche Renato Medei, ricercatore del Cast (Centro Studi Avanzati Turismo), per presentare una ricerca dedicata proprio alle caratteristiche del turismo santarcangiolese. Secondo l’analisi, con quasi 14.000 arrivi per un totale di 23.231 presenze registrate nel 2017, Santarcangelo può essere considerata la porta della Valmarecchia anche grazie a un’offerta ricettiva pari a un terzo dell’intera vallata, di fascia medio-alta e maggiormente concentrata nell’extra-alberghiero. La componente italiana della domanda è pari all’84% del totale, l’81% in termini di presenze, mentre per quanto riguarda la permanenza sul territorio di Santarcangelo sono i turisti stranieri a trascorrere vacanze più lunghe (2 giorni contro uno e mezzo degli italiani). Il processo di turisticizzazione di Santarcangelo, dal 2010 a oggi, appare come un percorso a due velocità: da una parte il comparto alberghiero sembra aver raggiunto un proprio equilibrio, con un numero stabile di esercizi da ormai tre anni. Dall’altra, la componente extra-alberghiera dell’offerta appare caratterizzata da un trend positivo per numero di esercizi, seppure si registri una diminuzione nella loro dimensione media.

“Santarcangelo – concludono i ricercatori del Cast – può giocare un ruolo chiave nel processo di costruzione del prodotto Valmarecchia e trarne beneficio in quanto strumento di gestione e distribuzione di eventuali flussi di visitatori temporanei nei momenti di alta affluenza. Santarcangelo è stata finora capace di gestire un mercato in espansione e deve poter continuare a farlo, pur in una prospettiva di bilanciamento fra le iniziative private e i bisogni della collettività”.

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