Il Ponte

Metromare al via. Top o Flop?

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Tra i 20 e i 25 minuti. Sono questi i numeri di una rivoluzione? Forse. Quel che è certo è che questi numeri rappresentano il nuovo tempo di percorrenza, senza se e senza ma, per andare da Rimini a Riccione (o viceversa). Il Metromare, conosciuto anche come TRC (Trasporto Rapido Costiero), è ormai realtà. E si può dire finalmente. D’ora in poi ogni 20 minuti, dalle 7 alle 20.45 (21.10 a Riccione), sarà possibile trovare un autobus che dalla stazione di Rimini porta a quella della Perla Verde, andata e ritorno, con alcune fermate intermedie. E dove sta la novità? In fondo c’è la storica linea 11, che da ben 80 anni fa lo stesso percorso e offre, all’incirca, lo stesso servizio.

La differenza c’è, ed è notevole: i mezzi del Metromare viaggiano su un percorso esclusivo, un tratto di strada completamente a loro dedicato e protetto da barriere. Risultato? Il traffico, che in certi orari e in certi periodi dell’anno possono rendere il viaggio Rimini-Riccione una piccola epopea, arrivando a sfiorare i 50-60 minuti di tempo, non fa più parte dell’equazione. Con tutti i vantaggi annessi e connessi per lavoratori, cittadini e turisti.

Si può parlare, dunque, di una rivoluzione del trasporto pubblico riminese? Sulla carta: perché no. Anche se non manca qualche perplessità.

Come funziona?

Il Metromare è stata (ed è) un’opera molto discussa. In costruzione dal 2012, è stata al centro di numerose polemiche lungo tutto l’arco della sua realizzazione, a sua volta non facile, soggetta a diverse difficoltà tecniche e burocratiche (dell’ottobre scorso un lungo approfondimento sul tema da parte de ilPonte). L’ultima delle quali, di pura attualità, è l’assenza dei mezzi filosnodati EquiCity, dell’azienda belga Van Hool, che si è aggiudicata la fornitura tramite bando pubblico europeo.

L’azienda, infatti, non ha ancora i mezzi disponibili (un ritardo di consegna che costa caro al costruttore: penale di 1000 euro per singolo mezzo, al giorno, a partire dal 22 agosto 2019, con l’effettiva consegna stimata per fine febbraio 2020) e quindi, fino a quel momento, le corse saranno effettuate con autobus della flotta Start Romagna (a metano, 12 mt, capienza di 95 persone) e di Tper di Bologna (ibridi, 18 mt con capienza di 150 persone). I mezzi viaggiano in doppia corsia lungo tutto il percorso dedicato (9,8 km), con alcuni punti che si restringono a corsia unica, regolati da appositi semafori.

Le fermate sono 15 ed è possibile usufruire del servizio utilizzando gli stessi biglietti degli autobus ”ordinari”, tenendo conto delle zone urbane. Per intenderci, dunque: il tratto completo Rimini-Riccione, sul Metromare, costa 2 euro e 10 (3 euro se il biglietto è comprato a bordo). Se invece si viaggia solo sul tratto di Rimini o Riccione, la tariffa è rispettivamente di 1,50 e 1,30 euro (2 euro a bordo).

Il nostro viaggio

Anche ilPonte ha avuto modo di provare questa novità, in un’apposita corsa riservata alla stampa. E l’impressione è stata subito chiara: potenzialmente, il Metromare cambia davvero il modo di spostarsi sul litorale.

L’assenza totale di traffico permette di raggiungere Riccione (o Rimini) in quello che sembra realmente un batter d’occhio (senza alcuna fermata il viaggio è durato 18 minuti), e il percorso permette di gettare uno sguardo alla città e al litorale che è diverso dal solito: alcune fermate, come quella al porto di Riccione, rappresenterà un punto fotografico per molti turisti, ne siamo sicuri.

L’interno dei mezzi (anche se non sono quelli definitivi) è abbastanza ampio, così come quello riservato ai disabili. Inoltre, sui mezzi definitivi sarà possibile caricare le biciclette e portarle con sè a bordo, un punto a favore fondamentale, se pensiamo ai flussi di ciclisti che ogni giorno percorrono le strade riminesi e riccionesi.

Cerchiamo il pelo nell’uovo

Tutto molto bello, dunque. Perchè allora parliamo di una rivoluzione solo sulla carta? Nonostante le ottime impressioni, va ricordato che siamo a novembre, un periodo parecchio ”facile” per testare i trasporti sulla costa riminese. Occorre un po’ di prudenza, e ragionare su alcune, fisiologiche, perplessità.

Una su tutte: la struttura della stazione di Riccione. Se, infatti, a Rimini i mezzi del TRC, per invertire il senso di marcia, possono fare manovra in uno spazio della stazione separato dal traffico, a Riccione così non è: i mezzi devono uscire dal tracciato protetto e girare attorno alla rotonda della stazione, in pieno percorso urbano, e in un punto che in estate è soggetto a traffico intenso.

In pochi metri, infatti, si trova la stazione, la centrale dei taxi, le fermate degli autobus ordinari, due parcheggi e, da adesso, il punto di manovra del Metromare, il tutto ‘gestito’ solo da una rotonda particolarmente piccola, cui sono stati aggiunti dei semafori, che rischiano però di intensificare traffico e ingorghi.

Tutti elementi che, almeno al momento, non possono che far storcere un po’ il naso. Ma non resta che aspettare la prossima stagione estiva, per valutare concretamente. Ciò che resta, senza dubbio, è che per il momento il Metromare funziona, e bene. Che piaccia oppure no.

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