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Massimo Ribasso, film… in cooperativa

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C’è anche La Formica riminese dietro al Massimo Ribasso, film realizzato in crowdfunding dalla coop. Arcobaleno. Una pellicola ‘denuncia’, che ha già ricevuto diversi premi, racconta di appalti truccati e infiltrazioni mafiose e ha saputo restituire una prospettiva reale ed un senso di incertezza comune a tutte le imprese sociali, raccontando in maniera realistica, lo stato d’animo dei soci delle cooperative sociali. Nel film viene raccontata la storia di Diego, che lavora per conto di aziende legate alla mafia, spiando i concorrenti che partecipano alle gare d’appalto. Una storia inventata su un tema molto delicato e troppo taciuto ma che realmente esiste e fa da retroscena ad un mondo di lavoro e solidarietà che cerca di sopravvivere tra mille difficoltà. L’assegnazione dei lavori al massimo ribasso, spesso contribuisce a mettere in crisi realtà lavorative sane, dando il senso di ciò che non funziona in una società oramai non più equa, dove i più deboli rischiano di rimanere schiacciati dalla perdita del lavoro, perché si sceglie di affidare, solo all’indicazione di un prezzo, l’affidamento di un servizio.
L’amicizia tra le due cooperative Formica e Arcobaleno è nata nell’ambito della ‘Rete 14 luglio’, la rete di cooperative sociali di inserimento lavorativo, che provano ad individuare soluzioni per lo sviluppo e la costruzione di prospettive future. Una rete, presente in sette regioni italiane, dentro la quale si attivano da anni condivisioni di buone prassi e intense collaborazioni. “È una scommessa veramente corale: – dichiara Potito Ammirati – molte cooperative, associazioni, fondazioni, ed in fine anche Rai Cinema, hanno finanziato la produzione di questo film, che non è solo il film di Arcobaleno, ma di tutta la rete. Il film – conclude il presidente della Coop Arcobaleno – ha completato la realizzazione nella primavera 2017, è stato consegnato a Rai Cinema nello scorso giugno”.
Al Massimo Ribasso è stato girato interamente a Torino. Scritto da Riccardo Jacopino, Tommaso Santi, Manolo Elia e Giovanni Iozzi, è stato realizzato grazie al contributo di Rai Cinema, Fondazione CRT, Coopfond, IREN, Unipol-Sai, FCTPiemonte e delle tante cooperative sociali, aziende e privati che hanno aderito alla campagna di crowdfunding. Nel cast si segnala anche l’amichevole partecipazione di Luciana Littizzetto.
Il film si è già aggiudicato la ‘menzione speciale’ della diciannovesima edizione del Sudestival, la rassegna cinematografica dedicata al cinema d’autore italiano, svolta a Monopoli e diretta da Michele Suma. È stato presentato anche in anteprima fuori concorso all’ultima edizione del Torino Film Festival. È il primo in Italia prodotto da una cooperativa sociale attraverso il finanziamento collettivo del crowdfunding, ma sta ancora cercando una distribuzione nelle sale.

Emiliano Violante

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