Home Attualita L’uomo e le sue origini tra mito e sapienza

L’uomo e le sue origini tra mito e sapienza

Con quella che inizierà lunedì 23 settembre sono 21 le edizioni della Settimana Biblica diocesana, ormai importante appuntamento iniziale del cammino pastorale della Diocesi di Rimini.
Una preziosa opportunità di formazione e di ricerca biblica rivolto a studenti dell’ISSR Alberto Marvelli, agli operatori pastorali delle parrocchie e a tutta la cittadinanza riminese. La finalità di tale evento è duplice, da un lato offrire un approfondimento di aspetti fondamentali della Bibbia e dei suoi metodi, dall’altro favorire un primo incontro con la pagina biblica, attraverso conferenze serali.

Saranno le quattro conferenze serali, centrate quest’anno sui primi quattro capitoli del libro della Genesi, da lunedì 23 a giovedì 26 settembre. Nella prima, a cura di Laila Lucci e Davide Arcangeli si approfondirà la pagina della creazione biblica e le sue riletture nel Nuovo Testamento (Gen 1); nella seconda Guido Benzi ci parlerà della creazione dell’uomo e della donna (Gen 2); nella terza Vittorio Metalli e Mirko Montaguti entreranno nel merito del peccato originale (Gen 3) e dell’interpretazione che ne fornisce San Paolo; nella quarta Bruna Costacurta ci aiuterà ad entrare nella storia fratricida di Caino e Abele e nella misericordia di Dio (Gen 4).
Poi, a margine delle serate ci saranno gli Atelier di Bibliodramma e di preghiera ignaziana, che offriranno esperienze e metodologie di incontro vivo con la Parola di Dio.

Perché dedicare tanta attenzione solo ai primi quattro capitoli? Ne parliamo con don Davide Arcangeli, uno degli organizzatori della “Settimana”.
“I capitoli 1- 4 sono molto importanti, perché forniscono un insegnamento di sapienza su Dio, sull’uomo e sul mondo. Essi vanno contestualizzati nel quadro dei primi undici capitoli della Genesi, che narrano le origini (t\\\\u014Dledot) del cielo, della terra e dell’uomo (cf. Gn 2,4) e, più in dettaglio, riguardano il progetto creatore di Dio in rapporto con la libertà dell’uomo (cc.1-2) e il suo peccato (cc. 3-4) con il conseguente intrecciarsi della giustizia e della misericordia di Dio di fronte all’escalation della violenza umana.

Proviamo ad approfondire un po’. Qual è il valore teologico ed esistenziale della Genesi e di questi quattro capitoli iniziali?
“Le tre relazioni fondamentali dell’uomo con Dio, con il cosmo e con i fratelli costituiscono l’asse attorno a cui ruota tutta la vita umana. Il libro della Genesi è costruito attorno a questi tre assi. Se infatti Dio crea il mondo e l’uomo, il suo progetto non viene distrutto dal peccato e dalla violenza fratricida, ma si evolve attraverso l’elezione del servo (cf. Noè in Gn 6 e Abramo in Gn 12) verso la riconciliazione e la salvezza. Non a caso il libro si apre con una storia di fraternità perduta (Caino e Abele, c. 4) e si chiude con una storia di fraternità ritrovata (Giuseppe e i fratelli, cc. 37-50).
Tutti questi temi si trovano anticipati nei racconti fondatori dei cc. 1-11, in cui le figure originarie di Adamo ed Eva, Caino e Abele, Lamec, Noè e Babele, attraverso una profonda rielaborazione di materiale mitologico, intrecciano le caratteristiche permanenti della storia umana: la relazione tra uomo e donna, tra fratelli e con il cosmo, secondo il progetto originario di Dio; il mistero del peccato umano e il disordine conseguente; l’intervento di Dio attraverso l’elezione del servo, nella duplice direttrice della giustizia e della misericordia”.

E il Nuovo Testamento che rapporto ha con questi capitoli della Genesi?
“Dal punto di vista canonico è necessario anche valorizzare la posizione del libro della Genesi all’inizio del Pentateuco e dell’intera Bibbia cristiana. Il libro infatti racconta la storia della Parola di Dio che crea il mondo. Si tratta della stessa Parola che si dona al popolo di Israele nella Legge mosaica (Dt) e che al cuore della storia si fa carne nell’uomo storico Gesù di Nazareth (Gv 1,1.14)”. (re)

 

Il programma della XXI Settimana

La partecipazione alle conferenze della Settimana Biblica è libera, tuttavia si richiede un contributo spese di 5,00 €.
Le conferenze iniziano alle ore 21:00 nella chiesa di S.Agostino, mentre gli Atelier iniziano alle 18:45 nei locali della curia vescovile (per la sola partecipazione ai Laboratori è richiesta la registrazione).

Lunedì 23 settembre
Gn 1. In principio
La parola di Dio è evento creatore, che separa gli elementi e crea l’ordine necessario allo sviluppo della vita. La vita prolifera attraverso successive separazioni degli esseri viventi secondo le loro specie, fino a culminare con la creazione dell’uomo e della donna, a immagine di Dio nella loro distinzione e relazione. Ciò che è al principio si trova anche al culmine della storia della salvezza, dove la Parola stessa si fa uomo e compie questo disegno divino di comunione ed amore.
Laila Lucci – Davide Arcangeli

Martedì 24 settembre
Gn 2. L’uomo e la donna secondo Dio
Il racconto non sacerdotale della creazione pone l’uomo nel contesto del giardino paradisiaco dell’Eden, in qualità di custode e coltivatore. Egli dà il nome agli esseri viventi, partecipando della stessa qualità creatrice della Parola di Dio, ma si sente solo, senza un aiuto che gli stesse davanti. La donna dunque si rivela come il pieno compimento dell’uomo. Il disegno dell’amore che Dio ha plasmato chiede un abbandono del nido originario e una nuova unità, che ha nella carne dell’uomo il suo sacramento.
Guido Benzi

Mercoledì 25 settembre
Gn 3. Il peccato delle origini
La storia biblica delle origini rielabora antiche mitologie per approfondire la questione del male morale e del peccato. Il serpente è cifra del mistero dell’origine del male, interpretato come una seduzione mimetica che rompe la comunione con Dio, a cui l’uomo ha dato ascolto. Una più ampia interpretazione delle conseguenze di tale seduzione è presente nella lettera ai Romani di San Paolo apostolo.
Vittorio Metalli – Mirko Montaguti

Giovedì 26 settembre
Gn 4. “Dove è tuo fratello?”
La violenza umana scaturita dalla rottura relazionale del peccato in Gn 3 si ripercuote nel rapporto tra fratelli nel c. 4. Accovacciata come una bestia alla porta del cuore, essa sfrutta lo sguardo elettivo di Dio nei confronti di Abele e della sua offerta, per suscitare l’invidia del fratello primogenito Caino. Dio parla a Caino, lo esorta a dominare la bestia e poi lo mette a confronto con la terribile gravità del suo gesto. Infine pone su di lui un segno di misericordia.
Bruna Costacurta

Conclusioni a cura del vescovo:
S.E. Francesco Lambiasi.