Il Ponte

Lo stile “sinodale” e l’ascolto dei giovani

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Sono ben 63 i membri del nuovo Consiglio Pastorale Diocesano. La motivazione di un così grande numero nasce dal desiderio di dare rappresentanza significativa a tutta la Diocesi. Infatti il gran numero dei partecipanti rappresenta le nuove  Zone pastorali, che sono tutte rappresentate dal sacerdote “moderatore” e da un laico. Ci sono poi rappresentanti delle altre realtà ecclesiali (religiosi, diaconi, aggregazioni laicali, uffici pastorali) e le cinque persone scelte direttamente dal Vescovo.
Il primo consiglio si è tenuto sabato 17 giugno in Seminario e ha visto 53 presenti.
Dopo una semplice presentazione delle persone e un breve momento di preghiera il Vescovo ha richiamato tre atteggiamenti: disponibilità all’azione dello Spirito, la passione nello spendersi, lo spirito di comunione.
Il vicario generale don Maurizio Fabbri ha introdotto il lavoro comune con una breve sintesi di quanto emerso dalla Assemblea Sinodale Diocesana, poi, secondo lo stile sinodale, ci si è divisi per “tavoli” di 8-10 persone su quattro domande che già indicano il lavoro che attende il Consiglio:
– a partire dall’Assemblea quali sottolineature proporre a livello diocesano;
– il Sinodo dei Giovani (previsto nell’ottobre 2018) ed un eventuale cammino diocesano;
– come accompagnare parrocchie, zone pastorali e aggregazioni laicali ad assumere uno stile sinodale;
– cosa significa “uscire” per le nostre comunità?
Un’oretta di lavoro comune, poi i “facilitatori” dei gruppi hanno cercato di fare sintesi.
La prima sottolineatura riguarda certamente il metodo sinodale. Piace, va diffuso e applicato, favorendo anche la nascita, accanto a quelli parrocchiali, dei Consigli pastorali zonali.
La necessità ribadita in molti “tavoli” è quella che a livello diocesano non si cambi obiettivo ogni anno, ma che il lavoro abbia un lancio ed una verifica.
Quasi tutti hanno sottolineato l’importanza di una attenzione speciale ai giovani sollecitati anche dal prossimo Sinodo dei Vescovi. I giovani però non vanno semplicemente visti come un ‘settore’ della pastorale, proprio perché il tema interagisce con tutte le altre aree (famiglia, forme di disagio, cambiamenti culturali, sfida educativa, scelte della politica e impegno nel sociale, educazione alla fede e alla vocazione, formazione dei formatori).
È stato da alcuni proposto un Sinodo, questo a livello diocesano, non “sui” giovani, ma “con” i giovani, pensato da loro, usando i loro linguaggi.
Naturalmente non è stato il solo tema proposto. Accanto a questo, che ha avuto i più larghi consensi, si è infatti proposto di continuare un percorso sulla famiglia, altri poi hanno ribadito la centralità della formazione, altri ancora della qualità della liturgia.
Il Vescovo ha poi confermato i contenuti del dialogo assembleare scegliendo il tema dei giovani, come “tema trasversale e inclusivo: ossia un ‘file rouge’ che consente anche agli altri ambiti pastorali di ‘convergere’ e camminare insieme. Ogni settore e ufficio porterà avanti il suo lavoro specifico ma con un’attenzione particolare a questo tema”.
Infine ha posto una sottolineatura sulla Formazione  “da intendersi in quattro sensi  (essere, sapere, saper fare, stare con) e che dia centralità all’incontro personale con Cristo, attraverso un’impostazione ‘catecumenale’.”
Ora si tratta – ha concluso mons. Lambiasi “di tradurre in concreto il metodo sinodale nelle varie realtà ecclesiali<+testo_band>” e di imparare a lavorare “in rete”.
Le prossime due convocazioni del CPD sono sabato 29 luglio ore 9-12 su: “Passi verso il   Sinodo dei Giovani” e sabato 16 settembre ore 9-12 sempre in Seminario.

a cura di Giovanni Tonelli

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