Il Ponte

Lo scarto? Oggi non esiste e tutto (quasi) torna in vita

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Diciannovemila barattoli per conserve opportunamente trattati diventano un’auto. Per realizzare una city bike, invece, sono sufficienti 800 lattine. Non è fantascienza ma solo alcune possibilità regalate dal riciclaggio.

Lo scarto, oggi, non esiste e tutto (o quasi, come ci attesta Ecomondo, la fiera riminese leader nel settore in Europa) può tornare in vita ed essere utile una, dieci, cento volte. Tanto che la contrazione dei consumi non impedisce la crescita del riciclo e del recupero.
È un’economia, lo attestano i numeri. Una Green Economy che abbraccia energie rinnovabili e raccolta rifiuti, si sposta con una mobilità sostenibile che investe nell’arte del recupero e fa persino viaggiare i treni su traversine ecosostenibili in gomma riciclata da penumatici fuori uso, che riduce del 50% i costi di manutenzione delle attuali linee ferroviarie.

Raccogliere i rifiuti fa bene all’ambiente e mette in moto una economia sana.  Nel riminese la raccolta differenziata viaggia su buoni ritmi. Sul territorio, infatti, grazie ad Hera la raccolta differenziata si è attestata nel 2017 al 60,7%, con una raccolta procapite di 455 kg per abitante che si avvale anche di 13 centri di raccolta.

Buone notizie, inoltre, per le attività collegate sul territorio alla prima destinazione e al recupero dei rifiuti che – oltre a dare lavoro, attraverso 25 impianti e 24 aziende, a più di 6.200 persone locali – hanno generato un fatturato complessivo di 1,8 miliardi di euro.

Il report sulla tracciabilità dei rifiuti “Sulle tracce dei rifiuti” (giunto alla nona edizione), attesta che il Gruppo Hera vanta il 93% della raccolta differenziata portato a effettivo recupero. In leggera discesa rispetto alla stagione precedente, quando la percentuale era del 94,6%.

La raccolta differenziata nel territorio servito da Hera, dove era già al 57,7% nel 2017, supera oggi il 60%, ben al di sopra della media nazionale, con un dato procapite che si attesta a 276 kg di rifiuti per abitante. Senza considerare il dato relativo all’effettivo recupero del materiale complessivamente raccolto, pari al 93%.

Entrando nel dettaglio dei diversi materiali: si va dalla plastica, con 28 kg raccolti per abitante e il 71% di materia portato a recupero, fino al vetro, con una raccolta procapite di 35 kg e un recupero che raggiunge il 96%, passando per tanti altri materiali fra cui la carta, con 61 kg raccolti per ogni abitante e una quota di materia effettivamente recuperata che tocca il 95%. Il report stima un risparmio annuo che nel 2017 è stato di circa 31 euro a famiglia, pari al 13% della bolletta.

Hera ha raggiunto anche l’obiettivo del 70% sul riciclo degli imballaggi, che l’UE raccomanda entro il 2030, mentre manca poco al target relativo al tasso di riciclo complessivo, che l’Unione Europea ha fissato al 55% entro il 2025 e rispetto al quale Hera si trova già al 48%.

Il Gruppo Hera, inoltre, è il principale partner italiano del Centro di Coordinamento per la raccolta dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e attraverso 161 centri di raccolta riesce a coprire il 6% dell’intera raccolta nazionale, pari a 16 mila tonnellate di materiale, che viene recuperato al 90%.

I tanti capitoli del nostro impegno a favore dell’economia circolare – fa notare Stefano Venier, Amministratore Delegato del Gruppo Hera – esprimono un approccio che affronta il problema delle risorse a 360 gradi, senza ridurlo alla gestione della sua sola coda, cioè degli scarti. Sottoscrivendo ad esempio il Global Commitment della Fondazione MacArthur sulla riduzione dell’inquinamento da fonti plastiche – prosegue l’AD della multiutility – ci siamo dati l’obiettivo, entro il 2025, di aumentare del 70% la nostra produzione di plastica riciclata”.

Nel primo semestre 2018 Hera ha raccolto oltre 6.300 tonnellate di RAEE, oltre 700 delle quali in territorio riminese.

Cellulari, frullatori, tostapane, giocattoli elettronici, schermi, piccoli oggetti di uso quotidiano che, a fine vita, se non raccolti e smaltiti correttamente possono avere un impatto ambientale notevole; inoltre contengono materiali preziosi (come ferro, alluminio, vetro, tungsteno, palladio), recuperabili e riutilizzabili.
Anche barattoli e scatolette, bombolette spray e tappi corona, lattine, fusti, fustini e chiusure, sono importanti imballaggi in acciaio. “Rimini per noi è una città importante, e i risultati ottenuti dimostrano l’impegno di istituzioni, operatori e cittadini nella raccolta differenziata dei nostri imballaggi. – assicura Roccandrea Iascone, Responsabile Comunicazione RICREA, Consorzio Nazionale senza scopo di lucro per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio – Con una resa di 2,63 kg abitante/anno, l’Emilia Romagna è tra le regioni italiane più virtuose”. L’acciaio è un materiale permanente che si ricicla al 100% all’infinito: è importante che non vada sprecato finendo in discarica.

Tommaso Cevoli

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