Il Ponte

Ligabue è tornato. E l’ha fatto partendo da Rimini

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“Verrò a trovarvi casa per casa” promette Luciano Ligabue, quando all’inizio del 2017 annuncia in un video rivolto ai fan, la necessità di rimandare le date dei concerti già programmati del tour MADE IN ITALY – PALASPORT 2017 (con oltre già 320.000 biglietti venduti) a causa di un problema alle corde vocali. Ma si è completamente rimesso e riprende il tour il 4 settembre, allRDS Stadium di Rimini, nella città che ha fatto da sfondo al suo secondo film Da zero a dieci. Un cantautore nazionalpopolare che però, non ha mai racchiuso il proprio talento in un un’unica arte. Partendo dalla musica, passando per la poesia e poi dedicandosi anche alla regia cinematografica, Luciano Ligabue negli anni ha regalato un ritratto a tutto tondo della realtà italiana, e sopra ogni cosa di una regione, la sua regione, che ci ha fatto sentire sempre un po’ a casa. Chi non ha ricordato attimi della propria vita guardando Radiofreccia? Chi non si è riconosciuto nelle parole di Ho messo via? Ligabue è parte della cultura nazionale, e ha contribuito ad essa con parole, immagini e cuore, mantenendo sempre un profilo basso, senza stravizi o esagerazioni, e ci ha così permesso di sentirlo sempre come un famigliare. Un pochino come uno zio lontano. E’ sicuramente questo il motivo dell’aria che si respira qui all’RDS Stadium. Il pubblico lo attende con trepidazione. C’è un misto di emozione, preoccupazione e adrenalina, per un atteso ritorno a seguito di un delicato intervento. Eccolo quindi salire sul palco e con un grande sorriso intona “La vita facile” mentre regala al pubblico di Rimini immagini in anteprima del suo prossimo film, il terzo, che ha come protagonista di nuovo Stefano Accorsi che interpreta RiKo, alterego del cantante emiliano. Con Made in Italy (Zoo Aperto/Warner Music), che non è solo una raccolta di pezzi inediti, ma è più un concept album che sarà sul grande schermo nel 2018, Luciano Ligabue riprende in mano la regia e la sceneggiatura, perché come dice lui stesso “c’è ancora tanto da raccontare”. Insomma, il meglio deve ancora venire.

Un concerto durato quasi due ore e mezza, alternato da brani e dialoghi, dove Ligabue non ha voluto nascondere nemmeno per un attimo la propria commozione. 24 brani per lui molto importanti, che hanno segnato una carriera e una vita. La sua, così come la nostra. E con Urlando contro il cielo saluta e ringrazia tutti, allarga le braccia e come sempre guarda in alto verso il proprio padre, verso il cielo a cui ha dedicato tante canzoni.

Non si può sempre perdere, per cui giochiamoci. Certe luci non puoi spegnerle.

Sara Alice Ceccarelli

foto di Luca Ortolani

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