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Ligabue e il ‘Made in Italy”… in Romagna

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Un successo… ‘Made in Italy’ quello di Luciano Ligabue. Circa 2mila le persone che lo scorso 3 febbraio hanno accolto il rocker emiliano al Palacongressi di Riccione, per la presentazione e la proiezione della sua ultima fatica, questa volta arrivata non da un palco ma da dietro la macchina da presa. A presentare il suo film, Made in Italy appunto, oltre a Ligabue anche l’attrice Kasia Smutniak (suo il ruolo di Sara) e il notissismo produttore Domenico Procacci. Grande assente Stefano Accorsi (Riko), che torna a collaborare con Ligabue dopo il primo film del rocker di Correggio, Radiofreccia del 1998. Calorosissima l’accoglienza del pubblico romagnolo, che ha aspettato l’arrivo dell’artista emiliano presentandosi con striscioni, cartelloni e cori da stadio, bissando così il successo dello scorso luglio, quando sullo stesso palco, in occasione delle Giornate del Cinema, il film fu annunciato davanti a 2mila operatori dell’industria cinematografica.
In precedenza Luciano Ligabue aveva presentato “Made in Italy” al restaurato Fulgor di Rimini, sempre insieme al produttore Domenico Procacci e all’attrice Kasia Smutniak, Ligabue, arrivato in aereo da Roma dopo una giornata impegnativa con la conferenza stampa di presentazione del film, poco dopo le 21 era entrato al Fulgor, accolto dal sindaco Gnassi e da altre personalità riminesi ma soprattutto dagli applausi dei fan che sono riusciti ad accaparrarsi i pochi biglietti per la proiezione. Le richieste sono state così tante che è stata necessaria una seconda proiezione della pellicola.

Ammiro tanto il romagnolo  ̶- le parole di Ligabue alla stampa, nell’incontro che ha preceduto la proiezione del film al Giometti Cinema –  perché ha qualità, lavorative, di olio di gomito, di ingegno, che portano ad un turismo che funziona sempre, e che è alla portata di chiunque. Dal pensionato di 70 anni al ragazzino di 12, tutti possono trovare il motivo giusto e valido per trascorrere qui le vacanze”. Tutto questo, frutto anche dell’accoglienza. “Ho viaggiato tanto, ̶  continua il regista  ̶ ho fatto vacanze in diversi posti, e ho sempre pensato che se l’accoglienza ‘riminoriccionese’ fosse la stessa anche in altri luoghi turistici d’Italia, dalla Liguria alla Sicilia e la Sardegna, il turismo decuplicherebbe”. Il Liga, come viene affettuosamente chiamato dai suoi fedelissimi fan, ha poi raccontato la sua terza esperienza da regista, arrivata ben 16 anni dopo il suo Da zero a dieci (2002).
Da una parte è importante il rapporto con la mia musica: il film è stato originato dal mio ultimo concept album, ‘Made in Italy’, che racconta una storia che poi è diventata sceneggiatura. E quindi è stato stimolante capire come quelle canzoni potessero accompagnare le immagini, le scene del film, senza prevaricarle. Dall’altro mi ha entusiasmato il rapporto con gli attori: approfondito, appassionante e intenso, capace di sorprendermi ancora di più dei precedenti”. Domenico Procacci, produttore del film, ha poi parlato, ironicamente ma non troppo, della rinomata ‘ansia del produttore’: “L’ansia un produttore ce l’ha sempre, e viene resa più o meno visibile a seconda del carattere di ognuno. Io appartengo al mondo degli introversi, la nascondo bene. Ma lei è sempre lì”. Per quanto riguarda il rapporto con Ligabue? “Abbiamo parlato spesso di realizzare un altro film, ma per anni mi ha detto di non avere una storia pronta per essere raccontata col mezzo cinematografico. Quando, dopo 16 anni, Luciano mi ha contattato e mi ha spiegato la sua idea, mi sono sentito subito entusiasta: nonostante l’estate di Reggio Emilia da 40 gradi, siamo partiti realizzando le riprese in tempi abbastanza rapidi”.
Simone Santini

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