Il Ponte

Lego, una nuova avventura

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Mattoncino dopo mattoncino il celebre gioco di costruzioni danese si è costruito un’ampia popolarità anche al cinema, grazie ai film elaborati secondo lo stile dei piccoli bricks popolari in tutto il mondo. Del resto il Lego resta il gioco più creativo in assoluto e la coppia Phil Lord e Christopher Miller (rimasti come sceneggiatori, regia affidata a Mike Mitchell) continuano a sbizzarrirsi con le trovate, esattamente come il gioco dei mattoncini colorati, prodigo di infinte varianti (vedi foto sui titoli di coda con i contributi da tutto il mondo per fantasiose creazioni Lego).

Per Lego Movie 2 la città di Bricksburg si è trasformata in un mondo alla Mad Max, dark e post-apocalittico: tutta colpa degli infantili Duplo che hanno reso il tutto molto più scuro e per niente colorato. L’unico a rimanere uguale a se stesso è Emmett, con la sua immancabile canzoncina (di canzoni questa volta ce ne sono di più e il nuovo tormentone principale è uno spasso) e l’inevitabile caffè, convinto che il mondo possa tornare come prima, con tanto di casetta colorata dove vivere con l’amata Lucy. Ma proprio Lucy, Batman ed altri amici vengono rapiti dalla Regina Quello che Voglio e portati nel sistema Sorellare: Emmett deve rivestire i panni dell’eroe suo malgrado per salvare i malcapitati.

Citazioni e riferimenti in abbondanza: da DC Comics a Harry Potter, passando per personaggi storici come Abramo Lincoln, ogni momento del film è occasione per gag spiritose e spassose, in un vorticoso episodio realizzato con estrema perizia tecnica mescolando animazione in stop-motion all’animazione in digitale con risultato di eccelsa fattura.
Creatività al massimo stadio, ricordando sempre che dietro a tutto questo c’è sempre l’essere umano: e sue sono le mani che regolano il destino del mondo dei mattoncini.

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