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Le ragioni per il Sì. Le ragioni per il No

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15-costituzione

L’amore per il prossimo include e comporta l’amore per la città, comprendendo in questo termine non solo quella in cui si risiede, ma l’intera vita della società umana.
I cristiani sono capaci delle più varie manifestazioni della carità, sia nell’impegno personale che in quello ampio ed organizzato della comunità.
Non si può negare però che anche nel mondo cattolico si registra quella crisi diffusa di carità politica, di esercizio della democrazia, della quale ancora ci stupiamo nel registrare i dati dell’assenteismo in caso di elezioni.
Un altro fattore che mette a rischio la partecipazione è il tono esasperato della dialettica politica, che, troppo spesso, è più incline alla polemica che al merito delle questioni in gioco.

Il timore legittimo che coglie in questo momento le Aggregazioni Laicali della Diocesi è che l’appuntamento del 4 dicembre con il referendum costituzionale non venga colto nella sua importanza, forse neppure nell’argomento e che molti cittadini, ancora una volta, vengano meno al diritto-dovere di esercitare la loro sovranità.
Lo stesso cardinale Angelo Bagnasco, nella prolusione all’ultimo Consiglio permanente della CEI, invita ad avere chiari “tutti gli elementi di giudizio circa la posta in gioco e le sue durature conseguenze”, cioè all’esercizio di una coscienza critica sia individuale che condivisa.

Un’occasione per prepararsi ad un maturo discernimento è rappresentata dalla serata del 20 ottobre, in Sala Manzoni: “Le ragioni per il sì, le ragioni per il no” comunica il titolo, offrendo immediatamente l’idea dell’opportunità informativa su entrambe le scelte possibili, oltre che sul merito dei quesiti proposti.
La proposta iniziale è venuta da Luca Luccitelli, animatore politico dell’Associazione Papa Giovanni XXIII e condivisa in una calda serata di luglio con alcuni dei rappresentanti delle  Aggregazioni laicali che si erano incontrati per altro. Poi il progetto si è chiarito e si sono invitati i relatori, davvero di prim’ordine: i professori Ugo De Siervo e  Marco Olivetti.

De Siervo  è un costituzionalista, già giudice della Corte Costituzionale, che ha anche presieduto fino al 2011. In una recente intervista rilasciata a Giovanni Floris ha riaffermato il suo interesse per il referendum “…perché noi di mestiere facciamo i professori di diritto costituzionale, altri hanno fatto i magistrati di carriera, poi molti di noi si sono ritrovati alla Corte Costituzionale, abbiamo dovuto farla rispettare, quindi abbiamo seguito con attenzione quello che avveniva intorno alla revisione della Costituzione sulla base della nostra esperienza”: ottime ragioni e titoli eccellenti!
Un’altra sua affermazione è che il referendum non deve essere l’occasione per una rissa: con questo approccio ci sentiamo davvero in sintonia.
Olivetti è docente di Diritto Costituzionale presso l’Università LUMSA di Roma; membro della Commissione nominata dal governo per le riforme costituzionali nel 2013, ha collaborato con vari altri incarichi alla questione delle riforme. È editorialista del quotidiano Avvenire.
Ha definito la riforma “un passaggio necessario ma con una serie di incognite” , sulle quali anche a lui potremo chiedere chiarificazioni.
Ci siamo affidati per introdurre e moderare la serata alla pratica di Giorgio Tonelli, giornalista riminese della testata TGR.
L’invito ad esserci è rivolto a tutti, la partecipazione può cominciare da qui!

Mirna Ambrogiani

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