Il Ponte

Le impronte della paura

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Non si comprende la proposta di prelevare le impronte digitali soltanto ai minori della minuscola etnia Rom, quando proprio in questi mesi si è spesso informati di bande minorili italiane, che scorrazzano per le vie e i parchi delle nostre città lasciando tracce di violenza non solo verbali. Tutti sono chiamati a vivere in una società basata sui principi della legalità e non vengono messe in discussione le sanzioni, valide per tutti coloro che escono dalla legalità. Il rischio è che l’adozione di misure severe abbia come diretto bersaglio solo alcune categorie come gli immigrati e i Rom che diventano facile capro espiatorio dei mali e dissesti della nostra società, mali che hanno ben più profonde radici. Così non si tranquillizza la gente, non si smorza il clima di paura e di agitazione ma lo si rende ancor più incandescente. In questo contesto siamo convinti che queste misure, oltre ad essere inefficaci, vadano in direzione contraria. Per questo denunciamo provvedimenti restrittivi e discriminatori che, prima ancora di essere attuati, destano allarme e agitazione generale con la previsione di tempi burrascosi per tutti: per chi è fatto bersaglio diretto di tali provvedimenti, per chi, con maggiore o minore insistenza, li ha reclamati e per tutta la nostra società italiana. In altre parole, si continua ad annunciare lo smantellamento dei campi Rom senza indicare sotto quale tetto essi possano sopravvivere, si insiste nel voler tradurre una irregolarità amministrativa in un reato da inserire nel codice penale e prolungare, sia pure sotto copertura comunitaria, fino a 18 mesi la reclusione e poi la drastica espulsione di grandi masse di lavoratori che con un filo di speranza, sono in cerca una qualche regolarizzazione; si vogliono compromettere di fatto le vie di accesso a chi chiede asilo o protezione umanitaria; si preannuncia, da parte del Parlamento europeo, la possibilità di reclusione ed espulsione anche dei minori non accompagnati e, da parte italiana, il prelievo delle impronte digitali ai bambini Rom. Tutto questo non significa smorzare le paure e dare tranquillità alla nostra gente ma porre le premesse per riesumare una specie di xenofobia o peggio di discriminazione razziale, di cui anche in Italia si è fatta amara esperienza.

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