Il Ponte

Latino, da 20 anni più di un gioco

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Qui la cerimonia si chiama certamen e il gioco ludus. E gli autori più applauditi Plauto, Cicerone e Seneca. Altro che lingua morta: a Mondaino il latino è sempre più di casa e la manifestazione quest’anno celebra i suoi primi 20 anni. “Latinus Ludus”, il concorso che il 27 aprile manderà in scena le due prove (quella di traduzione e quella di traduzione poetica), per organizzare il 1 giugno la cerimonia di premiazione, è un bell’esempio di longevità che mette d’accordo passato e futuro. Il concorso nazionale di latino per studenti degli istituti superiori (in collaborazione con Provincia di Rimini, Università di Urbino e Lions Club Cattolica) nelle sue varie edizioni ha visto avvicendarsi oltre 6.000 partecipanti, in rappresentanza di decine di Istituti di tutta Italia; pone le basi su una lingua antica, il latino (si svolge in onore di don Sebastiano Sanchini, precettore di Giacomo Leopardi), ma lo fa con lo sguardo aperto alle nuove tecnologie. Basta una visita al sito per averne conferma. Per non parlare dei “libretti” distribuiti, fino al 2002, in occasione della Premiazione. Successivamente i libretti sono divenuti prima allegati delle pubblicazioni Weni Widi Wici – Dal Volumen al Bytee Kybernetes – Il Greco in rete (entrambe per i tipi Guaraldi), poi contenuto informatico in “Traduciamo il latino e ci premiano pure!” (Guaraldi Learning Objects, 2005).
Simpatica l’iniziativa dell’album fotografico: chi si riconosce tra gli studenti citati, può registrarsi al sito e tenersi aggiornato sulle iniziative del concorso e in contatto “telematico” con l’organizzazione per programmare una “rimpatriata” a Mondaino, o raccontando e pubblicando sul portale le “storie da(l) Ludus”.
Il Latinus Ludus è anche un modo intelligente per rinnovare la memoria di Sebastiano Sanchini. Nato il 19 gennaio 1763 a Laureto, frazione di Mondaino, allora territorio dello Stato Pontificio, minore di sette fratelli e sorelle, iniziò la sua formazione culturale nel Convento di Mondaino sul colle denominato Monte Formosino. Nel 1786 Sebastiano Sanchini fu nominato sacerdote e nel 1800, dunque, fece la sua esperienza come istruttore presso la famiglia dei Conti Cassi di Pesaro, congiunti dei Leopardi. Nel 1807, su consiglio del suo ex allievo Francesco Cassi, il Conte Monaldo Leopardi chiamò don Sanchini a Recanati perchè facesse da maestro per i figli Giacomo, Carlo, Paolina e Luigi.
Si mise all’opera con sollecitudine per rispondere alle speranze in lui riposte. I ragazzi lo assecondarono con grande volontà, e specialmente Giacomo dimostrò una precocità d’ingegno che “quasi stordiva”.
“Giacomo era quello che tra i fratelli emergeva a meraviglia con potente memoria e duttilità d’ingegno, spesso aiutando gli altri fratelli. – scrive la prof.sa Rosa Sanchini Forestiere, che sull’argomento ha scritto il libro Don Sebastiano Sanchini Precettore del poeta Giacomo LeopardiUno dei meriti del precettore fu quello di stimolare Giacomo bambino ad esprimere in versi il misticismo della natura”. L’opera d’insegnamento proseguì fin al 20 luglio 1812, anno in cui Don Sebastiano comunicò al Conte Monaldo “che era giunto il momento da lui previsto e riteneva compiuta la sua opera di maestro”.
Lasciò però una traccia indelebile nella memoria del poeta che alla sua morte, il 23 luglio 1835, scriverà a fronte di un libro intitolato Poesia e prose in morte di Amaritte dell’abate-conte G.L. Pellegrini:
“Donato alla libreria Leopardi per lo chiarissimo e dottissimo uomo il Signor Don Sebastiano Sanchini morto tra le lacrime di tutti i buoni e vero cordoglio dei suoi moltissimi amici”
L’edizione 2008 vede al via circa 500 iscritti, “tra i quali anche due studenti siciliani di Canicattì che uniscono l’utile al dilettevole (sono in gita nelle vicinanze)” spiega l’assessore alla Cultura Nicola Battistoni, che da nove anni si occupa anche della segreteria organizzativa del concorso. Un altro gruppo arriva invece dal Piemonte, Pinerolo per la precisione: insieme ad Avezzano e Ravenna, il 1 giugno porterà in scena il Miles Gloriosus di Plauto (grazie alla collaborazione di Sarsina e Università di Urbino), dopo averlo tradotto e adattato durante l’anno.
Leopardi ricorda Sanchini, Mondaino omaggio Sanchini, e il Latinus Ludus va. E senza le frasi in latino maccheronico di tanti politici che citano – spesso a sproposito – la lingua di Cesare.

Paolo Guiducci

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