Il Ponte

Lambiasi: “Ha vissuto per gli altri, come Gesù”

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D’ora in poi a Mutoko, in Zimbabwe, il 6 luglio sarà non solo il Luisa Day, in memoria della Guidotti, la dottoressa missionaria assassinata i 6 luglio 1979 perché curava tutti, senza distinzione, dunque anche i ribelli feriti, ma il Luisa e Marilena Day.
Una giornata di festa, di grande emozione e commozione quella vissuta nella missione “All Souls Mission” a Mutoko. L’intera comunità ha commemorato la missionaria riminese Marilena Pesaresi, scomparsa il 29 dicembre scorso.

Insieme alla comunità locale c’era il gruppo riminese partito mercoledì pomeriggio, guidato dal Vescovo Francesco Lambiasi. Con il Vescovo ci sono don Aldo Amati, parroco di San Gaudenzo, Tonino Pesaresi – medico, fratello di Marilena e uno dei responsabili di Operazione Cuore nata proprio in seno alla missione di Mutoko e la moglie Franca; il dottor Leonardo Cagnoli, presidente della Fondazione Marilena Pesaresi onlus; Giorgio Casadei, ideatore e animatore di tante iniziative “Rimini for Mutoko”, Annarosa Nicolini, vedova di Luciano Chicchi.

Momento centrale la messa, presieduta dall’Arcivescovo di Harare Robert Christopher Ndlovu e concelebrata dal vescovo di Rimini, dal parroco di Mutoko e da altri sacerdoti che hanno lavorato e stimato Marilena. Oltre un migliaio le persone presenti tra cui anche tanti pazienti, molti venuti da lontano, curati e salvati dalla dottoressa Pesaresi. Alcuni di loro sono stati curati in Italia grazie ad Operazione Cuore e ospitati dalle famiglie riminesi.
Da parte dell’arcivescovo Ndlovu un ringraziamento sentito alla comunità riminese per il grande aiuto al popolo dello Zimbabwe in questi 40 anni.

Al termine della celebrazione il pastore della chiesa africana e il vescovo Lambiasi hanno benedetto e inaugurato il giardino e il sito della memoria: alcune capanne che restano del primo ospedale costruito negli anni trenta. Una è stata restaurata e al suo interno sono state posizionate alcune foto che ricordano la storia della missione, prima dell’arrivo di Marilena, e dell’ospedale, con particolare attenzione all’attività di Luisa e Marilena. Per commemorare simbolicamente le due missionarie e anche Luciano Chicchi, grande amico della missione che tanto ha fatto per far crescere l’ospedale, sono state inaugurate e benedette tre balancing rosks, sculture realizzate con rocce basculanti di granito nero, roccia tipica dello Zimbabwe, e che sono simbolo del paese. Le tre sculture si trovano nel giardino, luogo di ristoro per pazienti e operatori dell’ospedale.

Momento molto profondo e toccante anche la messa celebrata dal vescovo Lambiasi e da don Aldo Amati, nella cappellina in cui Marilena iniziava ogni giornata con la preghiera: “È stato un momento speciale – ha detto Massimo Migani, il medico riminese che oggi dirige l’ospedale di Mutoko -. Nella cappellina con Marilena abbiamo vissuto momenti di spiritualità intensa. È il luogo in cui è maturato anche il mio si alla missione“.

Intanto domenica 14 luglio, all’interno della festa dei Molticolori, che vede sempre l’ampia partecipazione di Operazione Cuore, è stato fatto l’annuncio ufficiale che, dopo un’ampia consultazione popolare, il nuovo teatro di San Lorenzo in Correggiano sarà intitolato a Marilena Pesaresi. È il primo riconoscimento pubblico dopo la sua morte. (nr)

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